Codini francesi

Qualcuno si ricorda di Little Big Adventure?
La domanda, più precisamente, sarebbe: qualcun altro lo conosce?

Sia il primo capitolo che il suo seguito erano tra i miei giochi preferiti, una decina d’anni fa (prima che conoscessi Zelda). Mi sono tornati alla mente proprio oggi, assieme alla grande accoglienza critica riservata loro rispettivamente da PC Game Parade e Zeta, e ho ricordato che, essendo una videogiocatrice praticamente in erba, non avevo colto quanto in realtà fossero strani praticamente in tutto: nell’ambientazione, nel modo di trattare la storia, nel sistema di gioco e pure nella rappresentazione grafica (nonostante i giochi in isometrica non fossero certo un’avanguardia al tempo). Little Big Adventure è una sorta di piccola, bizzarra fiaba nata dalla mente creativa di Frédérick Raynal, demiurgo del seminale Alone in the Dark. Ambientato sul pianeta Twinsun, riscaldato da un sole per emisfero, mette nei panni del giovane Twinsen, un Quetch (esistono quattro specie senzienti su Twinsun: Quetch, Bobolli, Lapinoidi e Grobo) tormentato da un sogno di distruzione in cui una dea, Sendell, gli chiede disperatamente aiuto. Twinsen è il prescelto che dovrà rovesciare la dittatura di Funfrock, un tiranno che ha abolito ogni libertà personale stabilendo un governo militare in cui le persone sono costantemente controllate da macchine di sorveglianza e soldati. Dalle premesse potreste pensare a una storia dalle tinte molto cupe, eppure tutto è volutamente e gioiosamente infantile, nel senso buono del termine. Gli ambienti isometrici a schermata fissa (che mi facevano andare in brodo di giuggiole e che anche adesso hanno un gran bell’aspetto, essendo tutti prerenderizzati) sono ricchi di dettagli adorabili e danno l’idea di ritrovarsi in una specie di grossa casa Lego, per i colori accesi e le forme geometriche semplici.

La giocabilità, devo ammetterlo, non era delle migliori, e oggi probabilmente non sarei in grado di giocarci senza fracassare almeno due pad e una tastiera ogni ora, sbavando e maledicendo Cthulhu e gli Antichi. A parte il fatto che si sbagliava costantemente direzione proprio per via della scomodità dell’utilizzare le frecce direzionali per muoversi in una prospettiva diagonale, si poteva perdere energia (e se ne perdeva TANTA) anche sbattendo in corsa contro gli elementi dello scenario. Di contro, non ho mai più visto implementato il suo sistema di “stati emotivi”, per cui scegliendo fra quattro stance (Normale, Sportivo per correre, Aggressivo per combattere, Furtivo per alcune brevi fasi stealth) si potevano affrontare al meglio, o, ehm, meno al meglio le varie situazioni. Per certi versi, il gameplay è simile a quello di uno Zelda, con i dungeon da visitare (anche se gli enigmi sono molto pochi e semplicissimi), i nemici da combattere o da evitare, la gente con cui dialogare, i cuoricini per rimpinguare l’energia e i soldi. A tal proposito, mi risulta che LBA2 sia uno dei pochi videogiochi in cui si debba cambiare valuta una volta sbarcati su un altro pianeta.

La trama del primo LBA vira verso il fantascientifico, tono poi ripreso praticamente in tutto LBA2, ed entrambe le avventure sono piuttosto lunghe e varie, anche se ricordo di essere rimasta a volte bloccata senza capire cosa fare o (soprattutto) dove andare. Ricordo anche che le musiche erano molto particolari e assai gradevoli, tanto che realizzai persino un CD con le BGM del secondo episodio.
Ma resta il fatto che non ne ho MAI sentito parlare da nessuno, tranne che dal mio ragazzo (che tra l’altro non è riuscito ad andare oltre i primi minuti di gioco, schiantandosi inesorabilmente contro la prima fase stealth). Resta un bel ricordo, comunque.

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5 Responses to “Codini francesi”


  1. 1 utente anonimo 23 aprile 2008 alle 23:35

    Non conosco, ma sono ufficialmente intrigata. Approfondirò (nella prossima vita, dati gli arretrati).

    crimson che spera fortissimamente che quelle nello screenshot NON siano biglie colorate

  2. 2 ShariRVek 24 aprile 2008 alle 08:53

    NON sono biglie colorate, tranquilla 😄 sono solo lucine MOLTO piccole 😄

  3. 3 utente anonimo 14 giugno 2008 alle 17:03

    Gran gioco, il primo. La prospettiva isometrica non solo non era una novità ma addirittura, alla sua uscita, fu accolta come un gradito ritorno. Musiche ed effetti sonori favolosi; difficoltà vera. Non un capolavoro, ma indimenticabile.

  4. 4 utente anonimo 8 ottobre 2008 alle 14:57

    Io ho giocato a Lba proprio in questi giorni perkè sn riuscita a installarlo dopo tanti anni sul mio Windows Xp.
    E’ un bel gioco davver:simpatico e cn colpi di scena…!

  5. 5 utente anonimo 8 ottobre 2008 alle 15:00

    E’ un GRANDISSIMO gioco
    particolare pure! le ambientazioni e i personaggi sn originali,anke le musiche sn davvero belle.
    io ci ho giocato qualke mese fa! INDIMENTICABILE – FAVOLOSO !!


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Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

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