Ed io, Fernar, sto giocando a scacchi con un Orco

Non prendete esempio dal nemico del giocatore della partita nella foto: se avesse mosso verso sinistra il mucchio di denaro lì a fianco avrebbe guadagnato un turno…

Ci vuole molto più tempo a descrivere Puzzle Quest: Challenge of the Warlords, nonostante la sua formula di base davvero elementare, che a precipitare nel baratro dell’assuefazione più totale. Nominalmente si tratta di un ibrido puzzle/RPG, ma nei fatti quello che ci si ritrova tra le mani è un puzzle game contaminato da qualche elemento da JRPG come le statistiche, gli incantesimi divisi per classe del personaggio e le quest. Il background fantasy funge da mero pretesto per mettere in moto il gioco: un mago cattivo sta mobilitando armate di non morti e orchi per muovere guerra alla regione di Agaria, e voi dovrete combatterlo al soldo della regina di Bartonia dopo aver scelto il vostro alter ego da una selezione di vari stereotipi ambosessi del gioco di ruolo alla D&D. Ci sono pure dei bivi decisionali reminiscenti della più banale delle partite al tavolo da gioco: terrete l’elmo che il signore del Regno confinante vi ha chiesto di ritrovare, aggiungendolo al vostro equipaggiamento, oppure glielo riporterete per ottenere la sua ricompensa? Nella sua funzionalità, tuttavia, lo scenario heroic fantasy accompagna piacevolmente l’azione senza imporsi come fattore di distrazione con elementi di originalità che in questo contesto avrebbero stonato tipo balalaika in un’orchestra sinfonica: ci si ritrova quindi a gustarsi i dialoghi enfatici e le musiche epico-pompose, oltre che il character design ultraclassico in stile “cugino povero di Lodoss War”, invece di alzare gli occhi al cielo per la loro scontatezza da cliché.

Lo hub centrale del gioco è la mappa della regione fantasy, che si arricchisce di nuove locazioni man mano che si procede nella storia e si accettano le missioni. Dette locazioni sono, in realtà, teatro di scontri e non certo d’esplorazione, oltre che occasione per richiamare il menu generale comprendente l’inventario e varie altre opzioni a seconda del sito su cui si sta sostando. Il cuore del gioco, manco a dirlo, sono i “combattimenti”, che invece di trasportarvi in un’arena abitata dalle miniature del party e dei mostri da eliminare si svolgono, e qui viene il bello, su una griglia riempita di gemme di mana, monete, punti esperienza e teschi. Ognuno di questi, nel giro di un singolo turno, può essere spostato di uno spazio e uno soltanto nelle quattro direzioni circostanti per andare a formare combinazioni di tre o più (per un massimo di cinque sulla stessa fila) oggetti analoghi per colore/forma, che a quel punto aggiungeranno risorse alla parte che ha effettuato la mossa. Le gemme colorate assegnano punti magia dei vari elementi per eseguire incantesimi e skill di supporto o di attacco che nella versione DS si eseguono toccando il loro nome, i soldi fanno guadagnare denaro, le stelle viola offrono un bonus sull’esperienza accumulata e i teschi danneggiano la barra dell’energia dell’avversario, che ovviamente può amabilmente ricambiare, e lo farà con tutta la ferocia di cui è capace. Capita di avere il bruciante sospetto che la CPU venga occasionalmente favorita: finché si fa qualcosa di stupido e si viene puniti per questo con impressionanti combo da file di 4-5 (che fanno guadagnare un turno extra) si è spronati a proseguire per tentare di rimediare oppure direttamente a riprovare, ma quando dal bordo superiore cominciano a spuntare oggetti che sembrano fare di tutto per aiutare il nemico ci si indispettisce. Pare sia prerogativa di tutti i puzzle “con avversario” quella di avere un’IA che occasionalmente “bara”, e a quel punto o si accetta la cosa, venendo ripagati dalle volte in cui la fortuna invece volge a proprio favore e regala chain infinite e goduriose, o si chiude tutto e buonanotte.

Arricchiscono il quadro la presenza di tipiche statistiche del personaggio come Forza, Intelligenza e mastery elementali, che influenzano l’esito della battaglia determinando ad esempio chi comincerà per primo o quanti danni è possibile infliggere con teschi e incantesimi, la possibilità di equipaggiare armi e armature per proteggersi od ottenere dei bonus di varia natura e la presenza dei compagni di viaggio, che prestano assistenza nel contrastare certi tipi di avversari. Costruire una propria cittadella per catturare mostri e destrieri, per studiare le loro skill o per forgiare nuovi oggetti, tutte cose gestite tramite nuovi schemi di puzzle, è poi un’opzione facoltativa che non ha particolare peso sul corso del gioco, pur se regala innegabili comodità e si rivela una grande risorsa per avere il pretesto per fare ancora un altro giro.

Puzzle Quest è uno di quei giochi che riescono ad imprimere un’immagine permamente nella retina e nel cervello, e come per tutti i suoi colleghi di ossessione è quasi impossibile non pensare ripetutamente a file di gemme spazzate via con una mossa scaltra, anche dopo una partitina di cinque minuti. Peccato che la versione DS, ovviamente la più comoda (insieme a quella PSP) per un titolo mordi e fuggi come questo, soffra di fastidiosi piccoli bug che vanno dagli occasionali sfarfallii della grafica alla permanenza eccessiva dei messaggi a schermo, che rendono difficile vedere la griglia e decidere la prossima mossa, per finire addirittura con qualche raro freeze del gioco tutto. In più, le musiche talvolta sono un po’ gracchianti e tremule. Ma provateci voi a staccarvi per simili sciocchezze: io nemmeno ho fatto resistenza.

Annunci

0 Responses to “Ed io, Fernar, sto giocando a scacchi con un Orco”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




In ottemperanza al provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si informano i visitatori che questo sito utilizza i cookie per effettuare statistiche del numero di visite in via del tutto anonima. Proseguendo con navigazione si presta consenso all'utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni si prega di consultare le politiche sulla privacy di Automattic.

Achtung spoiler

Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

Last Game Pro issue

In progress

Gioco a:
Layton Kyoju Vs. Gyakuten Saiban (3DS), L.A. Noire (PS3)

Leggo:
Il seggio vacante, Le cronache del ghiaccio e del fuoco, Il manga

Guardo:
Recuperi cinefili vari (ultimo visto: Ralph Spaccatutto), L'ispettore Coliandro

Now Tweeting


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: