Ma sono passati settecento anni!

Almeno per Harrison Ford lo sembrano sul serio, nelle foto de Il Regno del Teschio di Cristallo: onestamente devo ammettere che vedere Indiana Jones così invecchiato mi fa tristezza, specie poi se ti permettono di fare confronti  ritrasmettendo i precedenti tre. Ho sempre adorato la trilogia originale, che rivedo a ritmo continuo sin da quando ero bambina con particolare preferenza per il primo e il terzo episodio, e con leggera predilezione verso Indiana Jones e l’Ultima Crociata su I Predatori dell’Arca Perduta, anche se veramente di pochissimo. L’Ultima Crociata ha di tutto di più, sebbene in realtà solo chi già conosce e ama la storia di Indy sia in grado di apprezzare appieno i suoi contenuti straripanti: il flashback sulla giovinezza del protagonista, l’eterogeneità delle ambientazioni, che passano da Venezia al Medio Oriente più disinvolte che mai, la comparsa del Dottor Jones senior, una presenza ancora maggiore dei cattivi per eccellenza, i nazisti. L’Arca Perduta è più compatto e ben ritmato da questo punto di vista e la ricerca ha in sé più fascino, ma mi piacevano e mi piacciono tuttora le ambientazioni europee de L’Ultima Crociata. E quante meraviglie, quante avventure mozzafiato! Ci si rende conto che un film è un grande film se capisci a grandi linee e ti innamori della storia anche quando ancora non puoi comprendere appieno tutto quel che succede o viene detto (come quando sei bambino, appunto) e l’altissima ricchezza di dettagli con tutte le chicche del caso. Man mano che vai avanti e cresci con questi stessi film, poi, trovi sempre qualcosa di nuovo, capisci sempre qualcosa in più della precedente volta in cui li hai visti: ho scoperto così, mano a mano e approfondendo la mia conoscenza della serie, che Indiana Jones è un personaggio nato sulla falsariga dei fumettoni avventurosi degli anni ’30 e dei romanzi di Salgari (mai letti, peraltro), e che ne riprende alla perfezione le atmosfere aggiungendovi un tocco di adorabile goffaggine (come definire altrimenti le volte in cui si ritrova con la pistola scarica nei momenti meno opportuni, tanto per fare un esempio? O il fatto che alla fine rimanga sempre a mani vuote?). Indiana Jones genera sogni ad occhi aperti e ha dato vita a un’intera generazione di emuli che ancora non accenna a concludersi, e che comprende esemplari andati abbastanza vicini a riprodurne quantomeno le sembianze, come i due La Mummia. Spero solo che Il Regno del Teschio di Cristallo riprenda là dove i capostipiti avevano lasciato, riproducendone l’intensità in salsa moderna invece di rifarsi agli inefficaci (o comunque molto meno efficaci) epigoni che da lì sono sorti. Questa sarebbe una delusione estrema per una cultrice come me e per un personaggio storico, ma provvederò comunque a riportare la mia opinione dopo che lo avrò visto il prossimo giovedì sera [pardon, mi correggo: venerdì sera. Grazie, Italia!]. Indy, mi raccomando: potrà essere l’ennesima impresa concusa senza riportarti a casa il trofeo che con tanta perseveranza ricerchi, ma non scordarti mai che la cosa più importante sono le emozioni che ci regali.
[Post scritto dopo la visione di Indiana Jones e l’Ultima Crociata, com’era logico supporre… ]

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Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

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