Consigli per la lettura: Xenogears Perfect Works

Sull’onda della lettura di Hyperion mi sono ritrovata a tracciare un parallelo, molto probabilmente campato per aria data la mia palese e risaputa tendenza alla fissa patologica, con uno dei miei videogiochi preferiti e ho finalmente letto la traduzione in inglese (purtroppo incompleta ed incompiuta) del Perfect Works di Xenogears reperibile su GameFAQs. Ovviamente ne posseggo anche una copia cartacea, comunque imprescindibile, ma sapevo che tentare di tradurla mi avrebbe procurato un forte mal di testa e una mancanza di tempo ancora peggiore del solito. L’emicrania non sono comunque riuscita a evitarla: il Perfect Works bombarda con quantità di input allucinanti snocciolando punto per punto una timeline chilometrica, che parte addirittura dal 2001 del calendario terrestre e arriva fino all’inizio del gioco dettagliando con precisione i maggiori avvenimenti storici. Proseguendo si incontrano spaccati di tutti i personaggi che ne studiano il carattere, le motivazioni e la storia personale, cenni sull’organizzazione socioeconomica delle nazioni di Kislev e Aveh, sulla fondazione della Chiesa di Nisan (solo accennata nel gioco) e su Solaris; spiegazioni delle nozioni scientifiche implicate nel gioco con tanto di schemini del funzionamento del supercomputer Raziel e di Deus (dallo Zohar al programma Hawwa), delle nanomacchine eccetera e delucidazioni sul naufragio della Eldridge, sul processo di creazione della specie umana su Ignis e sul ruolo del Ministero di Gazel e di altra brutta gente, tanto che sarà impossibile affermare di non aver capito ancora qualcosa se a questo si affianca un buono script del gioco. Tranquilli, non stavo dimenticando le schede di tutti i Gear, con il funzionamento delle abilità speciali di ciascuno e le misurazioni nel sistema locale (imparate tutti a cosa si può arrivare per amore del proprio mondo immaginario: mancano giusto i dizionarietti di solariano, tipo quelli di Klingon per Star Trek), e il manuale di zoologia con le descrizioni dei mostri. E una palata di altra roba, di cui le illustrazioni, gli sketch e i portrait dei personaggi non costituiscono che la più immediata delle gratificazioni.
    Questa in estrema sintesi è la reale complessità dell’universo di Xenogears. Viene quasi da dire che il gioco, con tutto il suo turbinio di eventi, non ne costituisca altro che la proverbiale punta dell’iceberg, se mi passate la frase fatta. Lo studio di questo volume, casomai qualche fan non ne fosse ancora a conoscenza, è di fondamentale importanza come compendio all’esperienza videoludica che comunque va fatta di prima mano, a mio avviso, per poter apprezzare tanto ben di dio. Come dicevo in apertura, alla fine la testa mi doleva, ma dentro di me la soddisfazione di aver compreso tante altre cose che mai avrei sospettato era decisamente più forte, e non ho nemmeno ancora finito di spulciarmelo come si deve. Una goduria vera.

Dimenticavo la reperibilità: trovare anche solo la riedizione di Digicube è ormai un’ordalia di sofferenze indicibili tanto per l’anima quanto per il portafogli. Provate su eBay con le keyword “perfect works” (tra virgolette per filtrare meglio i risultati) e preparatevi a cifre oltre i 100 euro.

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4 Responses to “Consigli per la lettura: Xenogears Perfect Works”


  1. 1 EricDraven86 24 luglio 2008 alle 14:57

    Con questo post mi hai strappato più di un sorriso. Xenogears è il mio videogioco preferito e a mio parere la sua è la trama più epica, struggente, spirituale, meravigliosa mai raccontata da quando l’uomo ha cominciato a narrare storie.
    Xenogears per me è una parte di me e ogni partita è più un processo spirituale, un viaggio iniziatico alla mia personale Mecca che ogni volta non manca di farmi venire i brividi (ormai da dieci anni a questa parte). Il Perfect Works l’ho scoperto cinque anni fa, mentre girovagavo nella rete in cerca di immagini o di qualsiasi nozione extra della mia esperienza videoludica preferita e quando lessi la traduzione in inglese mancò veramente poco a una seria commozione (cerebrale e non). Subito dopo cominciai a porre i semi di quello che sarebbe diventato di li a poco il mio primo tentativo serio di romanzo a cui devo praticamente tutto alla “Historia Maxima” di Xenogears.
    Che dire, io amo Soraya Saga e Tetsuya “T2” Takahashi.

    Sono curioso di sapere cosa ne pensi di Xenosaga.

    Un saluto,
    Eric Draven

  2. 2 ShariRVek 24 luglio 2008 alle 16:02

    Ciao!

    E’ bello che l’immensa ricchezza del mondo di Xenogears ti abbia stimolato creativamente alla creazione di un romanzo tuo 🙂

    Per quanto riguarda Xenosaga, onestamente mi sembra solo volgare fanservice, soprattutto per come gli appassionati tentano di ricondurlo alla storyline principale di Xenogears quando Takahashi stesso aveva più volte ribadito come i due franchise avessero in comune solo un paio di cammei. M’infastidisce più che altro come le reiterate sollecitazioni delle teorie dei fan si siano tradotte in un maldestro tentativo di ricollegare effettivamente le due continuity (non effettuato dai creatori originari, comunque). Spero solo di non averti “sgonfiato” sul nascere e di non essere risultata offensiva nel caso in cui invece a te piaccia, visto che si tratta comunque di mie opinioni da talebana del Gears 😄

    E comunque, posso dirmi vera amante del gioco solo da circa tre anni, pur conoscendolo almeno da sei, perché l’ho giocato tutto solo nel 2005 (comprando il PW l’estate stessa per la scimmia insopprimibile 😀 ).

  3. 3 ShariRVek 24 luglio 2008 alle 16:02

    Pardon, volevo dire “ti abbia spinto alla creazione di un romanzo tuo”, maledetta distrazione 😄


  1. 1 Stand tall and shake the heavens, o del Perfect Works in italiano « A taste of Arcadia Trackback su 8 maggio 2012 alle 08:31

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Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

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