Day by day, week by week

Week 1, Day 1

Quando Neku si sveglia sul selciato dello Scramble Crossing, più che la sensazione di mistero e di spaesamento che m’aspettavo di provare, ho considerato la sceneggiatura affrettata e poco incisiva, superficiale come dettano le regole del videogioco ggiusto e gggiovane. Ancor più accentuato, qui, visto che è proprio la peggio gioventù di Shibuya e la passività con cui questi ragazzi flashati affrontano la vita il tema su cui si incentra la trama di The World Ends With You, che al target di riferimento si adegua con delle frasette brevi, nervose, che scorrono a fiumi in fiumi di balloon. Roba di quattro parole e un punto, così da non sforzare un attention span sempre più compromesso dal multitasking cerebrale. I menu e il sistema di combattimento, invece, sono un overflow di input che al primo impatto risultano assolutamente incomprensibili per colpa di una pessima organizzazione di spiegazioni e tutorial. Poco male, in fondo: nei giochi di una volta si veniva scaraventati nel mezzo dell’azione senza che nessuno si degnasse di offrirci una mano se non sui concetti più basilari, e così accade in TWEWY, dove le nozioni vanno apprese empiricamente. Quel che mi mette il nervoso addosso, semmai, è che appena piombata in uno dei primi combattimenti, con le pin che mi sono state frettolosamente affibbiate pochi minuti addietro, non riesco a farne funzionare nemmeno una se non per sbaglio: quella del fuoco, tipo cerino, non scatena nessuna fiamma perché secondo il gioco sto toccando la parte sbagliata dello schermo, pin con modalità di attivazione simili fra loro producono attacchi a casaccio e, porca miseria, quella fighissima stalagmite di ghiaccio non ne vuol proprio sapere di spuntare dal terreno. Eppure lo sto facendo giusto, dannatissimo gioco! Bah, che rabbia. Chissà cosa ci ha visto la gente che ne ha cantato tutte quelle lodi sperticate, tipo “OMG best DS game evah!”: quando provo un gioco del genere e la mia impressione non collima, mi vien quasi da prendermela con lui più che con me stessa, che ancora prendo come oro colato gli elogi altrui ritenendoli di validità universale. Primo impatto: comunque positivo, ma con qualche riserva.

 

Week 1, Day 3

Riadeguate le aspettative, comincio ad apprezzare le musiche frizzanti e vivaci e la grafica minuta che stuzzica il mio amore mai sopito per gli sprite e le due dimensioni. I personaggi continuano a soffrire della loro fastidiosa logorrea singhiozzante, ma alcuni almeno sono ben disegnati e simpatici, tipo Hanekoma e qualche Reaper. Neku è il tipo di protagonista a cui metterei volentierissimo le mani addosso, ma almeno è coerente con la sua età e da bravo quindicenne musone si strugge, povera stella, perché nessuno lo capisce e nemmeno lui si capisce. Tratta male tutti e risponde a monosillabi o non risponde proprio: che sia stato per un mese o un anno, chiunque è passato attraverso questa fase dannata.

               I problemi a far funzionare le pin si sono trasformati in problemi perenni di coordinazione tra lo schermo inferiore e quello superiore: se muovo Neku sul touch screen ed eseguo gli psych col pennino mi scordo di Shiki, che per fortuna ha la modalità automatica inserita, e se viceversa provo a concentrarmi su di lei usando la croce direzionale lascio Neku lì impalato come un salame a subire le angherie nemiche. Sono sempre stata impedita nel gestire due movimenti diversi contemporaneamente e lo resterò; inoltre con qualche strana manovra che non riesco a riprodurre ho spostato le icone delle pin in posizioni strane sullo schermo della battaglia, una addirittura al centro. Quel che apprezzo sempre di più, invece, è l’interscambio costruttivo tra la cornice e il gameplay. Sistema di gioco ed equipaggiamento traboccano di variabili numeriche e caratteristiche che si è liberi d’ignorare o di approfondire studiandole e ancora non ne ho capito nemmeno la metà (i tutorial continuano a non aiutare); comunque, esse ben riflettono l’overdose di informazioni cui ogni persona non tecnologicamente refrattaria viene sottoposta nel distretto più frenetico, convulso e modaiolo di tutta Tokyo. L’ambientazione in questione, ricreata in modo certosino all’interno del gioco, e la questione dei trend (altra delle mille variabili di cui sopra) di converso non rendono l’insieme indigesto a chiunque abbia superato i quindici anni, ma, pur caratterizzando fortemente ogni aspetto del sistema di gioco, anzi proprio per questo, vi si incastrano a perfezione contribuendo a renderlo più complesso e intrigante. I due aspetti coesistono in perfetta armonia influenzandosi a vicenda, e l’atmosfera che permea il gioco può essere letta a più livelli a seconda dell’età anagrafica del fruitore: di affinità spirituale ed entusiasmo se molto giovane, di curiosità cultural/folkloristica se già al disopra della soglia del target medio. Non infastidiscono nemmeno le derive hip-hop, da vedere nell’ottica del setting stesso e non come sostanza urticante e autocelebrativa.

 

Week 1, Day 5

Bella rivelazione nella trama. Molto interessante, calza come un guanto alla tematica dell’inerzia esistenziale e fa capire parecchie cose delle premesse; non sembra uno sviluppo posticcio, ma qualcosa di pianificato in anticipo e consapevolmente intessuto, di cui vanno mano a mano scoperti i tasselli. Dal lato del gameplay, è buffo notare come tutte le informazioni oscure contenute negli help delle varie pagine del menu diventino perfettamente chiare una ad una dopo aver sperimentato e combattuto ripetutamente. Ho anche abbassato il livello tramite la barra mobile nel menu, cosa che decresce gli HP ma non il potere d’attacco e difesa e in compenso aumenta la quantità di pin ricevute, cosa che abbinata alle chain di nemici mi ha fatto accumulare un sacco di roba superflua.

 

Week 1, Day 7

Mi diverto a cercare oggetti interessanti nei negozi, adoro feticisticamente le raffigurazioni in miniatura di vestiti e cibarie e le prospettive distorte degli scenari, raffigurati a campiture in tinta unita di nero e di colori grigi, spenti, “urbani”, con rari sprazzi di sgargiante rosso e altri colori primari o secondari. Ho anche capito come funziona l’evoluzione delle pin, ma come al solito quando si tratta di grindare il livello dover combattere ripetutamente gli stessi nemici mi annoia e mi dà abbastanza la nausea.

 

Week 2, Day 1

Ma lol, ho beccato un riferimento a Ouendan! È come se tutti i migliori titoli DS fossero linkati da un’aura di affinità o da una catena di mutue citazioni e strizzatine d’occhio. Ebbene sì, alla fine l’ho detto: TWEWY è eccentrico, richiede del tempo prima di affezionarcisi sul serio (almeno con la diminuita elasticità mentale di un’ultraventenne rintronata quale sono), ma alla fine si rivela per quel che è, ovvero un titolo curato fino all’inverosimile e pieno di tante piccole chicche. Sono stata irragionevolmente compiaciuta di scoprire che le storielle nascoste nelle menti della gente che attraversa la Shibuya RG (questa la capisce solo chi ci ha giocato) sono andate avanti con la transizione settimanale.

 

Week 2, Day 2

Joshua è un bel personaggio, ma decisamente irritante da controllare per via del minor danno che provoca, dell’impossibilità di saltare (dio mio, quanto odio dover schivare: ho il tempismo di un bagonghi ubriaco) e del suo odiosissimo metodo d’attacco, consistente in una pioggia di cartelli stradali e coni del traffico. Ormai, comunque, so usare con padronanza le mie varie pin e, anche se ho capito il sistema della moda, dato che mi intralcia più che assistermi ho deciso di ignorarlo in parte, limitandomi ad esser contenta se una marca mi dà dei bonus sull’attacco. Cavoli, è divertente cercare i Noise suini e soddisfare le varie condizioni richieste per la loro sconfitta, specie perché lasciano in dote delle pin uniche e io adoro il concetto di drop e nemici rari, che soddisfa il mio feticismo intrinseco per questo tipo di cose. Vorrei far rifornimento di un po’ di materiale per gli oggetti delle quest, quindi ogni tanto vario la difficoltà dal menu per controllare i vari drop dei Noise. Non mi capita spesso di essere così sollecitata a provare e riprovare tante combinazioni per divertirmi a scoprire gli effetti, specie di questi tempi in cui il backlog da paura mi strappa sempre ai giochi che mi divertono, ma non abbastanza da mettermi a cercare troppe subquest imbucate. Qui, invece, sono contenta se trovo una nuova quest, anche se spesso non ho gli ingredienti giusti.

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Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

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Layton Kyoju Vs. Gyakuten Saiban (3DS), L.A. Noire (PS3)

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Il seggio vacante, Le cronache del ghiaccio e del fuoco, Il manga

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