Archivio per settembre 2008

Ma li voglio anch’io, porca paletta

Il problema è che non basta essere nati in Giappone (o risiedervi nel periodo d’uscita) per averli: sono set prodotti in quantità limitatissime, come da targhetta, per un concorso indetto da Pizza Hut in occasione della messa in onda dell’anime di Abyss (che mi precipiterò a vedere subbato, ovviamente). E allora ditelo che noi fan occidentali dobbiamo morire di morte lenta e dolorosa, essù…

Rivoluzione mancata

Sicuri che le buone idee lo siano sempre a prescindere?

 

C’era davvero bisogno di avere una telecamera che riprendesse un card game semplicistico? Secondo gli sviluppatori di The Eye of Judgment sì. Deve essere solo un caso, dunque, se l’interfaccia grafica ci sembra puramente ridondante

Sensori di movimento e metodi di controllo alternativi hanno scatenato, di questi tempi, una nuova caccia all’Eldorado. È impossibile negare che ciascuna compagnia cerchi di conferire ai propri titoli funzionalità innovative, spingendo i produttori third party a fare altrettanto con minacce o con lusinghe. Forse era effettivamente impossibile continuare ancora a lungo soltanto con ciò che si aveva fino al momento in cui Nintendo, con il Wii, ha introdotto un nuovo modo di interagire e di immergersi nei mondi videoludici, e sperimentare con queste possibilità porta a godere di esperienze prima impensabili. Si è senz’altro in procinto di entrare nella ‘seconda fase’ dello sfruttamento dei metodi d’interazione ‘2.0’, tuttavia non tutti sembrano muoversi al passo, e allora vien voglia di togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
    Non basta, di fatto, pensare di avere una buona idea e fermarsi al suo concetto in nuce per avere qualcosa che sia degno giocare (o leggere, o vedere). Non basta pensare di inserire qualcosa che sfrutti il sensore di movimento in certi contesti per renderla valida all’interno di un tessuto ludico che magari avrebbe funzionato meglio senza alcuna aggiunta del genere. Sistemi di controllo perfetti e rinfrescanti come quello di un Phantom Hourglass o di un Metroid Prime 3, per quanto pregni di intuizioni apparentemente semplici, hanno necessitato di studio e calibrazione infiniti per arrivare allo stadio che ci ritroviamo tra le mani. Altrimenti, l’idea suonerà bene su carta e male quando finalmente sarà applicata: mancare di accorgersene può portare a risultati come The Eye of Judgment, dove una buona idea non viene elaborata e arricchita a sufficienza solo perché la si ritiene innovativa e in grado di reggere, da sola, un intero gioco.
    Si è liberi di leggere in queste parole tutte le frecciate a Sony e PS3 che si vuole, ma il discorso è molto più generale: riprendendo anche il discorso fatto nell’editoriale del primo numero di Game Pro, alle volte un tocco anche insignificante, ma che si rivela divertente, ha più valore di un tentativo di capovolgere totalmente le carte in tavola per il puro gusto di farlo, e non si può pretendere che aggiunte di tale portata siano perfette per ogni occasione. Avere tanti strumenti a disposizione dovrebbe portare a usarli tutti, non per forza ad abbandonarne alcuni perché li si ritiene sostituibili.
    Ed è per questo che non è concepibile pensare che un buon voto dipenda semplicemente dal fattore innovazione, o da una buona volontà sfoggiata nello sfornare idee diverse dal solito. Per lo stesso motivo, dovrebbe essere impossibile considerare uno stesso voto dato a due titoli diversi come totalmente avulso dal contesto in cui è stato dato. Ma questa è un’altra storia, e andrà raccontata un’altra volta.

[Da Game Pro 007]

Rise and shine

Ricevo, onorata e riconoscente, il banner di Brillante Weblog da SuperToad. Non so se davvero lo merito, ma so invece che me l’ha affibbiato perché non gli venivano in mente altri blog. Comunque grazie, sia mai che non sia contenta di un riconoscimento!

Copio e incollo il regolamento, che in effetti mi sa un po’ di catena:

Brillante weblog è un premio assegnato ai siti e ai blog che risaltano per la loro brillantezza sia per quanto riguarda i temi, che per il design. Lo scopo è quello di promuovere tutti nella blogosfera mondiale. Al ricevimento del premio bisogna:
1. Scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato mostrando il link del suo blog;
2.Scegliere un minimo di 7 blog che si ritengono brillanti nei loro temi o nel loro design. Esibire il loro nome e il loro link ed avvisarli che hanno ottenuto il Premio “Brillante Weblog”;
3. (facoltativo) Esibire la foto o il profilo di chi ti ha premiato e di chi viene premiato nel tuo blog.

E aggiungo (oltre al fatto che se si deve arrivare a premiar tutta la blogosfera il valore del premio si perde un po’) che se a rigore dovrei dunque postare link ad altri blog, me la cavo (anche per non imporre lo spam ad altri) segnalando che i blog che seguo quotidianamente e ritengo fermate obbligate, degni dunque del premio, sono tutti nella colonnina di destra. Più che altro, è che non riesco proprio a farmi piacere esteticamente il banner… 😄
Grazie, grazie ancora!

Cool Guys: Albert Wesker

Da: Resident Evil (serie)
Vero Nome: Forse Albert Wesker
Cool Quote: “Long time no see, Chris”
Pro: Le pupille verticali, l’eleganza, i superpoteri
Contro: Sconsigliabile come nemico e soprattutto come amico

No, non è la settimana degli occhiali da sole, ma la celebrazione del ritorno dell’Eminenza Grigia in persona in Resident Evil 5. Fortissimo e spietato, rovescia anche la situazione a lui più avversa con suprema premeditazione e sicurezza nelle proprie capacità (sovrumane). È il cospiratore per eccellenza, colui che ha ridefinito il significato dell’epiteto “lurida canaglia”, l’uomo che anche quando è owned riesce a risultare incommensurabilmente figo. Amatelo e portatelo a trionfo.

Cool-O-Meter: 9 col CODE: Veronica “liscio”, 10 con l’X

Schrödinger’s cat

È molto probabile che per capire a sufficienza Noein: To your other self sia necessario guardare l’intera serie almeno un paio di volte, possibilmente separate da un consistente spartiacque temporale per permettere di metabolizzarne l’ingarbugliato intreccio. Ciò ha giocato probabilmente un ruolo consistente nel decretare lo scarso successo di un anime che io, ancora di più al termine proprio della seconda visione integrale, trovo personalmente il più bello e riuscito degli ultimi anni assieme all’altrettanto stupendo Last Exile e non contando Death Note, che nasce come manga. Ma laddove un Death Note a caso, per quanto cervellotico e sfaccettato, si fa apprezzare dal grande pubblico in virtù del ritmo frenetico e della mitizzazione che compie dei suoi eroi e antieroi, elementi che ne permettono una fruizione anche a un più lineare livello di semplice thriller, l’eccentricità di Noein e le nozioni che tira in ballo, unite allo stile rètro realizzato divinamente ma piuttosto insolito e poco digeribile per un pubblico odierno, fanno passare in secondo piano il fattore post-apocalittico e dei combattimenti a base di poteri sovrannaturali, peraltro da sturbo. Ma senza il suo stile graffiante e talvolta grottesco, senza gli innumerevoli punti di domanda che la trama produce e senza gli sbalzi d’umore dell’atmosfera, senza la necessità di cercare su Wikipedia i termini della fisica quantistica e senza le amenità da ragazzini dodicenni, Noein sarebbe solo un anime ‘catastrofico’ come tanti altri.

Sulla carta bastava veramente poco perché l’idea alla base del progetto finisse col naufragare miseramente: cucire assieme la visione di un futuro tetro e segnato da un evento apocalittico a una sorta di album fotografico pieno di spicchi di vita di un gruppo di ragazzini delle medie durante delle vacanze estive molto particolari, in cui dovranno confrontarsi col proprio avvenire e rischieranno di veder cambiare per sempre il mondo come lo conoscono pur continuando, in tutto questo, a vivere le loro tranquille esistenze fatte di passeggiate per la città, uscite in compagnia e piccoli litigi. Noein si culla tra la malinconia di un passato che non c’è più (forse, oppure che non c’è mai stato) e il desiderio di ricostruire la speranza, inanellando continui e violentissimi contrasti tra le tinte crepuscolari e il tratto sporco delle cruente scene di combattimento nel futuro, corrispondenti alla perdita dell’innocenza data dall’età adulta, e l’aria estiva e serafica, le forme rotonde e naïf dell’infanzia e della spensieratezza del tempo presente. Noein genera nello spettatore uno spettro di emozioni molteplici e complesse, applicando nozioni scientifiche in modo corretto (pur con inevitabili licenze poetiche) per trasmettere un messaggio semplice come l’importanza dell’amicizia e del rapporto con gli altri, che equivalgono agli “osservatori” della meccanica quantistica, per il riconoscimento della propria identità e della propria esistenza.

E in Noein, nonostante la difficoltà dei temi trattati, immagini semplicissime sono in grado di generare una forte affezione e un senso di tenerezza nei confronti dei personaggi, al punto che trovo sia un latore di quello che gli anglofoni chiamerebbero “warm and fuzzy feeling” molto più efficace di qualunque shojo manga. Mani che si trovano e si stringono, un sorriso cordiale, una voce rotta dal pianto, una frase dolce e amichevole, tutti sapientemente inquadrati al momento giusto, allargano il cuore e commuovono magari un attimo prima che esploda il caos ed eventi drammatici si consumino in un batter d’occhio modificando irreversibilmente l’assetto delle cose. Particolarmente intenso, dolce e significativo è il rapporto tra Haruka e Karasu (molto più che tra lei e quell’accidenti di musone emo dei miei stivali che è Yu), con Atori e Miho buoni secondi. Si arriva a provar pena per Noein stesso, oggetto di odio e di disprezzo da parte degli altri personaggi quando altro non è che una povera e miserabile creatura spezzata dal dolore, per irragionevole (ma dolore e ragionevole quasi mai si accordano) e assurdo che esso sia. Trovo che proprio questo sentimento d’empatia che si stabilisce con tutti i personaggi della vicenda sia, assieme all’esaltazione generata dall’insolito dualismo del tenore narrativo, il punto focale che rende l’opera degna d’attenzione. Senza contare, in questo, l’originalità del design in toto, dall’ambientazione all’aspetto di mostri e personaggi.

Solo, va guardato a mente sgombra e categoricamente non occupata da qualche altro dedalo narrativo di cui si sta sbrogliando la matassa.

Game Pro 15

E dopo due mesi, finalmente arriva il numero che ristabilisce la periodicità mensile di Game Pro ed emerge dall’estate, condensando i contenuti di ben tre uscite di Edge (più consistenti inserti italioti, quasi la metà della rivista) per un diluvio di roba interessantissima, compresi tutti i reportage della Games Convention del caso. Decisamente ciccioso.
Scordavo poi di raccomandare la lettura, in particolare, degli speciali su Metal Gear Solid 4, contenente numerose considerazioni di indubbio interesse, e su Segagaga.

Speciali
La Lega della Giustizia Online (DC Universe Online e Sony Online Entertainment)
Condizioni… atmosferiche (Heavy Rain)
Sotto il segno del serpente (intervista/analisi esclusiva di Metal Gear Solid 4 con Hideo Kojima)
Il trionfo del fai da te (LittleBigPlanet)
Come creare videogiochi di sucesso (Segagaga raccontato da Tez Okano)
Defender of the Crown (Sony Computer Entertainment Italia)

Anteprime
Diablo III
Resident Evil 5
Project Origin
Dissidia: Final Fantasy
Space Invaders Get Even
Fallen Empire: Legions
Samba De Amigo
Lego Batman
Silent Hill: Homecoming
Gauntlet
Dragon Quest IV
Brothers in Arms: Hell’s Highway
Call of Duty: World at War
Quantum of Solace: The Videogame
Jumpgate Evolution

Recensioni
Saints Row 2
Soulcalibur IV
Battlefield: Bad Company
Siren: Blood Curse 1-3
Final Fantasy A2: Grimoire of the Rift
Age of Conan: Hyborian Adventures
Final Fantasy Crystal Chronicles: My Life as a King
Bionic Commando Rearmed
Braid
Pokémon Mystery Dungeon: Explorers of Time/Darkness
Final Fantasy IV
Daigasso! Band Brothers DX
Hail to the Chimp
Okami Wii
Trauma Center Under the Knife 2
Dofus
Buzz! Quiz TV

Time Extend
Super Metroid

The Making of…
Earthworm Jim

L’angolo della pucciosità

Dopo l’allagamento di testosterone del post precedente ci voleva qualcosa per far tornare il blog alla sua consueta atmosfera e così, per compensare, ecco una entry dalla concentrazione di kawaii sconcertante, ugualmente fuori tono ma importante in quanto proprio per questo ristabilirà l’equilibrio. Sono stata al mercatino giapponese tenutosi ieri in Via Casilina Vecchia e ne ho riportato qualche ammennicolo assortito, pur avendo dovuto rinunciare allo yukata per via del prezzo proibitivo u_u

Ecco una panoramica:
Da sinistra a destra e dall’alto verso il basso: stuoino di bambù e paletta per sushi stile maki, bento box (cestino per il pranzo) puccioso, hashi (bacchette) con motivo di conigli lunari e completi di hashioki (reggibacchette) a forma di gatto puccioso, Sakura Pen (pennino a inchiostro con punta a forma di pennello da calligrafia) e furoshiki (il foulard che i giapponesi usano per impacchettare di tutto, dai bento alle bottiglie) di piccole dimensioni.

Sabato ho anche acquistato Death Note 12, completo di preview del primo episodio dell’anime, ma per protesta non pubblicherò alcuna foto correlata. Il DVD era schiaffato in una di quelle orride buste di cartoncino che detesto con tutto il cuore, chiusa peraltro dall’etichetta SIAE, il che mi ha costretto a sfasciarla per poterne tirar fuori il disco lasciandone i bordi slabbrati a far brutta mostra di sé. Come se non bastasse, la voce di Raito è degna di Ginopino il bimbominchia, il che mi fa temere terribilmente per lo sciagurato L.

Nota: il tag del post è “nerd shopping” in quanto la spesa al mercatino giapponese può a tutti gli effetti considerarsi, prendendo in esame anche lo spirito con cui mi sono recata lì, una roba da nerd.


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Achtung spoiler

Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

Last Game Pro issue

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Gioco a:
Layton Kyoju Vs. Gyakuten Saiban (3DS), L.A. Noire (PS3)

Leggo:
Il seggio vacante, Le cronache del ghiaccio e del fuoco, Il manga

Guardo:
Recuperi cinefili vari (ultimo visto: Ralph Spaccatutto), L'ispettore Coliandro

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