Arte sequenziale

Quando il seguito non è semplice minestra riscaldata

 

The Orange Box è un perfetto amalgama di sequel e nuovi franchise, e Team Fortress 2, nonostante il ‘2’ nel titolo, non ha sostanzialmente nulla a che vedere con il capitolo originario

Scorrendo l’indice delle anteprime ma soprattutto delle recensioni di questo mese vi accorgerete che i seguiti e i remake si impongono sugli IP appena nati con un rapporto di circa tre a uno. Magari alzerete gli occhi al cielo e inveirete contro la mancanza di idee e originalità di questo stanco, stanco mondo videoludico; magari ripenserete a Halo 3 (il primo dieci di Game Pro) e Metroid Prime 3, recensiti sullo scorso numero, e spererete che siano veramente la conclusione definitiva delle rispettive trilogie. Ma se è vero che alle volte la scelta più giusta e coraggiosa è dare un finale glorioso a una serie anziché trascinarla in eterno facendole perdere anche quel briciolo di onore che le è rimasto, altre volte bisognerebbe davvero guardare oltre quel piccolo numero ordinale (o quel sottotitolo rivelatore) in fondo al nome.
    Proviamo a fare qualche esempio per sostenere la nostra tesi. Shin Megami Tensei: Persona 3 è una dipartita non solo da molti degli stilemi più ovvi dei JRPG, ma anche dall’ambientazione classica dei precedenti Persona, preferendo concretizzarsi in un simulatore della vita scolastica giapponese sorprendentemente interessante, e soprattutto dimostrando che il suo team di sviluppo non ha alcuna paura di gettarsi in nuove avventure. Team Fortress 2, contenuto in The Orange Box, è un reboot totale e irriconoscibile del titolo capostipite, che d’altronde non era farina nel sacco di Valve. Se volessimo invece soffermarci sui seguiti più classici, quelli che si limitano ad aggiungere materiale a una formula già collaudata, troveremmo Project Gotham Racing 4, che potenzia le basi del gameplay arricchendole e virando verso la direzione più appropriata per la serie.
    Senz’altro, a tali epitomi del sequel ideale si affiancano in quantità maggiore prodotti scialbi e sbiaditi che grondano ‘more of the same’ da tutti i pori, insulti a ciò che i loro predecessori erano un tempo. Ma non crediamo affatto che nel semplice essere remake o seguito dall’ordinale improbabile si debba celare un motivo di condanna aprioristica: mettiamo le generalizzazioni da parte e cerchiamo di giudicare caso per caso, soppesando l’adeguatezza di un sistema di gioco in relazione a ciò che si vuole comunicare e alla natura dell’opera che esso caratterizza. Se per assurdo nel giudicare ci lasciassimo influenzare solo e soltanto dal numero progressivo di cui sopra, allora un gioco come Resident Evil 4 sarebbe un paradosso vivente.

[Da Game Pro 006]

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1 Response to “Arte sequenziale”


  1. 1 Wwolvi 6 settembre 2008 alle 14:40

    Non mi lascio influenzare dal numero sequenziale che segue il nome di un videogioco,basti pensare alla saga di Final Fantasy,sempre diversa e appassionante…ma alcuni sequel di veri capolavori come Pes(e in generale tutti i giochi sportivi) e le varie diramazioni,piu’ o meno riconosciute,di Baldur’s Gate(D & D x intenderci),secondo me escono solo x sfruttare l’onda positiva delle vendite dei loro capostipiti,senza regalare molto nei seguiti a breve periodo….un PES 2007 e un PES 2008,con tutto il rispetto x gli appassionati,non regala innovazioni così eclatanti da motivare un nuovo acquisto….e questo vale(purtroppo x me,che ci sono cascato)anche x Gothic 2/3 e Max Payne 1/2….ma capisco che la passione x una “saga”vada oltre i limite della logica,come succede a me x il gia’citato Final Fantasy….noto che l’idea originale e’ormai dispersa tra mille colpi di genio e innovazioni tecniche,ma e’quasi impossibile fermarsi dall’acquistarne i nuovi capitoli!!!Beso


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Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

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