Barrel loads of fun

Vabbe’, la spesona una volta ogni tanto ci può anche stare. Ecco il risultato del sabato di shopping al Forbidden Planet, dove ho passato almeno mezz’ora a girare tra gli scaffali per vedermi tutto quel che c’era e considerare vari recuperi. Ho trovato quello che cercavo.

Su Victorian Romance Emma confermo quanto di buono avevo detto in passato circa il feeling perfetto ricreato dall’autrice (una feticista del periodo vittoriano e dell’Inghilterra che fa paura anche a me) e aggiungo, avendo ormai terminato la lettura con gran malinconia, che la conclusione è magistrale: là dove il resto dell’opera si svolge in completo accordo ai feuilleton d’epoca, la conclusione non è consolatoria né catartica ma sospesa, come si trattasse di uno spicchio di realtà estrapolato e tradotto in fumetto. Ad ogni modo, la storia romantica è in pratica solo un pretesto per mostrare con deliziosa dovizia di particolari lo svolgimento della vita quotidiana in numerose fasce sociali, dal popolino alla servitù fino alla nobiltà e alla gentry londinese, intrecciato con i cliché del romanzo alla Charles Dickens (gli orfanelli rapiti da sfruttatori senza scrupoli) con un tocco di Sherlock Holmes. Ancora una volta: bello, bello, bello. I sette volumi di cui si compone l’opera sono un po’ difficili da trovare (e da Forbidden Planet non li troverete più, perché li ho arraffati io), ma a parer mio ne vale la pena.

L’anello del nibelungo: con tutto il rispetto per i classici e per Leiji Matsumoto e Wagner, du’ scatole. Considerando abbastanza affascinante l’ambientazione fantascientifica coniata da quello che in fondo è uno dei padri del manga moderno, l’ho provato e ho finito col buttare 10 euro. Penso, comunque, che anche l’adattamento indecente abbia giocato la sua parte. O alla Hazard assumono un buon traduttore, o abbassano drasticamente i prezzi esorbitanti dei loro volumetti.

Combination: buon manga poliziesco anni ’80 di una ex CLAMP (e si nota: il tratto dei primi due volumi è pressoché identico a quello degli esordi di RG Veda) in cui si respirano le atmosfere delle commedie americane sulle “strane coppie” di poliziotti dal carattere opposto mischiate, però, ad allusioni shonen ai tipiche del gruppetto di cui faceva parte l’autrice. C’è un che di Tokyo Babylon nel comportamento di Hashiba, il tipo scherzoso ma implacabile. Dal numero 3 lo stile dovrebbe cambiare radicalmente, essendo il seguito risalente a una decina d’anni dopo.

Infine, OST di Five Star Stories. Il lungometraggio mi piace (praise be Nobuteru Yuki) come pure il fumetto da cui è tratto, la colonna sonora non mi ha mai impressionato particolarmente ma trovarla a 3 euro ha inciso parecchio sulla decisione. Costina Ever Anime, quindi prodotto risalente ad almeno sei anni fa.

Videogiuochi acquistati nella scorsa settimana:

Trauma Center Under the Knife 2, già pronto ai box per il dopo-TWEWY, e Too Human, acquistato compulsivamente senza neanche fermarmi a pensare al rischio che si tratti di una delusione epocale, dopo molti commenti negativi letti in Rete e provenienti anche da sostenitori di Silicon Knights. So già che molto ha dovuto esser tagliato via con l’accetta dalle premesse iniziali e che il tutto si è trasformato in un hack ‘n’ slash loot based alla Diablo, ma gradendo abbastanza i titoli basati sui drop come PSO e continuando a considerare l’ambientazione e la storia di Too Human notevolmente interessanti, spero di riuscire a superare la presunta ripetitività del gameplay.

Sessione di shopping fallita al GameStop, dove avevo adocchiato LocoRoco, Silmeria e Project Zero II Director’s Cut tutti in allettante offerta 3×2. Temo che in caso dovessi ripassare sarei comunque in ritardo per approfittare dell’iniziativa.

Infine c’è l’angolo dello
HOLY F’IN CRAP
Una fotocamera digitale Casio Exilim, regalo di compleanno da parte di Fuoco. Piccolissima e compatta, scatta foto di buona qualità e può pure registrare piccoli filmati già ottimizzati per YouTube. Sarà un gioiello per Lucca Comics. Grazie, Fuoco :3333

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9 Responses to “Barrel loads of fun”


  1. 1 EviloCianuro 10 settembre 2008 alle 13:29

    Haha, hai fatto spesa al forbidden planet? E pensare che certi periodi ci passo un pomeriggio si e l’altro pure (ultimamente no, sto studiando per un esame -.- )

  2. 2 ViewtifulMee 10 settembre 2008 alle 17:13

    già, idem….sono piuttosto curioso su too human, e ho fiducia nella tua opinione….in parole povere, quando l’hai giocato fammi (facci) sapere, please!!

  3. 3 ShariRVek 10 settembre 2008 alle 21:23

    Certamente, Viewtiful! 🙂
    Ah, sto ancora attendendo quell’artwork… appena me lo invierai, la recensione arriverà!

    In bocca al lupo per l’esame, Evilo!

  4. 4 utente anonimo 11 settembre 2008 alle 10:26

    Ma Under the Knife 2 è il seguito del primo o è il seguito di Second Opinion per Wii? Dalla copertina il chara sembra quello di SO…

  5. 5 ShariRVek 11 settembre 2008 alle 12:00

    Under the Knife 2 è il seguito di Under the Knife su DS. Semplicemente, Atlus si è stabilita per la serie sul character design che ha debuttato in SO.

  6. 7 EricDraven86 15 settembre 2008 alle 21:00

    Too Human? Mmh a me ha parecchio deluso, tenendo conto anche dell’hype venutosi a creare con l’andare degli anni (si perchè qui si parla di quasi un decennio di attesa) e l’effettivo valore dell’opera molto al di sotto delle aspettative un po di tutti. Se posso consigliarti un gioco, sempre che ti piacciano i jrpg (personalmente io sono un jrpg addicted e in periodi di magra tendo a fagocitare tutto quello che esce) è uscito da una settimana più o meno Infinite Undiscovery della Tri-Ace e pubblicato da Square-Enix. Lo sto giocando ed è davvero un action jrpg niente male, con un protagonista finalmente DIVERSO e una trama che fino ad ora sta continuando a intrigarmi (e sicuramente molto più intrigante delle ultime produzioni targate Square-Enix che coinvolgono le parole Final e Fantasy). Non è niente di miracoloso, s’intende, ma è un ottimo diversivo aspettando Tales of Vesperia. Sul gioco a sfondo medico non mi pronuncio perchè sicuramente non è nelle mie corde (e poi ahimè mi manca ancora il ds, ma visto i succulenti remake Square-Enix mi sa che un pensierino più che concreto ce lo faccio).
    Ah, dimenticavo, considerando la mole di individui di sesso femminile che si interessano di questi argomenti (ovvero un numero che oscilla da -1 a 1) te sei forte (da leggersi con tono alla Celentano ovviamente).

    Un saluto,
    Eric.

  7. 8 ShariRVek 15 settembre 2008 alle 22:11

    Bon, io mi sono innamorata dell’ambientazione di Too Human e dei personaggi. Tra l’altro il primo setting che dopo tanti anni venga riportato in modo interessante sul manuale, cosa a me assai cara. Spero solo che l’eventuale ripetitività della formula non mi celi il prosieguo della storia, perché le premesse sono allettanti assai. Non mi è simpatico invece Infinite Undiscovery, a partire dal titolo nonsense per continuare col design dei personaggi che non mi dice assolutamente nulla e con la storia che mi sembra poco carismatica. Oh, beh 🙂 Pensa che nemmeno Vesperia mi ha ispirato molto, dalla demo 😄 Abyss tutta la vita, per me. La generazione attuale, quanto a JRPG, mi sta lasciando con l’amaro in bocca.
    Io ti consiglio senz’altro di procurarti un DS quanto prima, se non per Trauma Center quantomeno per la meravigliosa serie di Phoenix Wright, per i prossimi remake Square Enix e per tante altre cose che sarebbe troppo lungo elencare qui (ti basti sapere che c’è uno dei pochi RPG davvero originali prodotti dalla casa negli ultimi anni, ovvero The World Ends With You: l’unico gioco Square che sia ggggiusto e ggggiovane per un motivo valido).
    Circa gli interessi… pensa te, *attualmente* conosco almeno altre cinque ragazze così, e ne ho perse di vista circa il doppio 😀

  8. 9 EricDraven86 15 settembre 2008 alle 22:38

    Per Infinite Undiscovery avevo un bel po di puzza sotto il naso anche io (chara design, incipit della trama, gameplay alla ffxii), invece devo dire che mi ha piacevolmente sorpreso (non è attenzione un capolavoro, ma non è totalmente da buttar via come le ultime operazioni Square-Enix), specie per la sceneggiatura a tratti dissacrante (un protagonista che per certi versi ricorda Zidane di FFIX però versione fannullone e codardo mi mancava da un bel po, nonostante non brilli per chara design, certo) e per le meravigliose musiche (Motoi Sakuraba è un genio, period). Tales of Vesperia mi attira per il Tales of ovviamente, ma non posso dire se sarà bello o brutto. Lo giocherò, poi vedrò. Su Too Human, maybe I’ll give it a try, l’ambientazione Fantasy/Cyberpunk sicuramente mi ha sempre attizzato sin dai primi screens vista la mia passione per il genere (peccato che un bel po di recensioni e pareri mi hanno smorzato l’entusiasmo iniziale)

    Complimenti ancora per i post, sempre interessanti^^

    Eric.


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Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

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