Nelle viscere di Zebes

Super Metroid rappresenta una fase ben precisa della filosofia di Nintendo tanto quanto A Link to the Past, con cui curiosamente condivide il retrogusto dell’architettura degli ambienti, che altrimenti ben poco avrebbero a che vedere gli uni con gli altri, e la costruzione degli enigmi strutturali. Non s’intende con questo, chiaramente, una reprise del dualismo chiaro/scuro che aveva caratterizzato il titolo antecedente, bensì del cortese ma fermo indirizzamento del giocatore attraverso stanze progettate per fargli credere di poter andare ovunque voglia e in realtà esplorabili solo a condizione di trovare il metodo giusto per superare barriere altrimenti invalicabili. Esistono, beninteso, dei metodi alternativi che si dischiudono solo a chi è particolarmente abile, e in questo sta la grandezza del gioco.

Con Super Metroid, come con A Link to the Past e Super Mario World, si stabiliscono le regole sintattiche degli episodi a venire, regole che ancor oggi vengono osservate osando solo timide digressioni e ancor meno trasgressioni nonostante il contesto venga significativamente innovato a ogni nuova iterazione.

 

 

 

Super Metroid si apre e si chiude con una sequenza d’autodistruzione, prima della stazione spaziale e poi dell’intero pianeta Zebes, su cui Samus si trovava fino a un momento prima di fuggire in extremis sulla sua fedele navetta. Tanto incipit quanto chiusa sono perfettamente scriptati e, nonostante sia possibile soccombere ai nemici che il gioco ci pone contro, queste due ciclopiche battaglie contro le innaturali creature al soldo dei pirati spaziali si svolgono secondo un canovaccio preciso, volto a suscitare forti sentimenti d’attaccamento al mondo e ai personaggi. Sul finire dell’avventura, quando Samus si addentra nel nascondiglio di Mother Brain, la mostruosità pare aver messo in ginocchio la cacciatrice di taglie, che resta accosciata a terra, incapace di muoversi. Nell’istante in cui Mother Brain è in procinto di rilasciare l’ultimo letale raggio della morte che ridurrà in atomi la protagonista, sulla scena irrompe il Metroid che ha dato inizio all’intera storia e che già avevamo incontrato pochi minuti prima nella sua forma ingigantita. Il Metroid sugge l’energia vitale di Mother Brain poi, contrariamente a quanto la sua natura gli suggerirebbe, la dona a Samus, incurante del fatto che l’enorme bestia lo sta bersagliando di colpi in preda a una furia cieca. Guarita quella che esso percepisce come una figura materna (in barba alla connotazione del mostro che vorrebbe invece prenderlo con sé per sfruttarne i poteri), il Metroid si allontana, ormai agonizzante, e Samus massacra Mother Brain con l’accresciuto potere conferitole dal suo sacrificio. Non c’è tempo per esultare: l’intero pianeta, non più sostenuto dalla volontà del cervello madre dei pirati, è sul punto di trasformarsi in una palla di fuoco e così si fugge, compiendo una faticosa e angosciante risalita lungo tunnel in fiamme e interminabili pozzi collegati con l’esterno, verso la navetta e la salvezza. Tra l’incipit e l’epilogo c’è libertà pressoché totale di visitare il mondo con i ritmi e nell’ordine che si preferiscono (posto che si abbiano gli strumenti adatti all’abbisogna), ma il momento iniziale e quello finale del gioco sono raffinatamente orchestrati, per far da contrappunto e suggellare l’esaltante acquisizione di una potenza via via maggiore: solo ai più audaci e intraprendenti sarà dato di veder conclusa la propria avventura personale con questa gloriosa sequenza.

Annunci

1 Response to “Nelle viscere di Zebes”


  1. 1 EviloCianuro 16 settembre 2008 alle 18:26

    Non avendolo avuto per SNES lo giocai su emulatore, spettacolare! Era un desiderio inespresso della mia infanzia, da quando lo vidi a casa di un mio amico.


Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




In ottemperanza al provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si informano i visitatori che questo sito utilizza i cookie per effettuare statistiche del numero di visite in via del tutto anonima. Proseguendo con navigazione si presta consenso all'utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni si prega di consultare le politiche sulla privacy di Automattic.

Achtung spoiler

Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

Last Game Pro issue

In progress

Gioco a:
Layton Kyoju Vs. Gyakuten Saiban (3DS), L.A. Noire (PS3)

Leggo:
Il seggio vacante, Le cronache del ghiaccio e del fuoco, Il manga

Guardo:
Recuperi cinefili vari (ultimo visto: Ralph Spaccatutto), L'ispettore Coliandro

Now Tweeting


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: