Schrödinger’s cat

È molto probabile che per capire a sufficienza Noein: To your other self sia necessario guardare l’intera serie almeno un paio di volte, possibilmente separate da un consistente spartiacque temporale per permettere di metabolizzarne l’ingarbugliato intreccio. Ciò ha giocato probabilmente un ruolo consistente nel decretare lo scarso successo di un anime che io, ancora di più al termine proprio della seconda visione integrale, trovo personalmente il più bello e riuscito degli ultimi anni assieme all’altrettanto stupendo Last Exile e non contando Death Note, che nasce come manga. Ma laddove un Death Note a caso, per quanto cervellotico e sfaccettato, si fa apprezzare dal grande pubblico in virtù del ritmo frenetico e della mitizzazione che compie dei suoi eroi e antieroi, elementi che ne permettono una fruizione anche a un più lineare livello di semplice thriller, l’eccentricità di Noein e le nozioni che tira in ballo, unite allo stile rètro realizzato divinamente ma piuttosto insolito e poco digeribile per un pubblico odierno, fanno passare in secondo piano il fattore post-apocalittico e dei combattimenti a base di poteri sovrannaturali, peraltro da sturbo. Ma senza il suo stile graffiante e talvolta grottesco, senza gli innumerevoli punti di domanda che la trama produce e senza gli sbalzi d’umore dell’atmosfera, senza la necessità di cercare su Wikipedia i termini della fisica quantistica e senza le amenità da ragazzini dodicenni, Noein sarebbe solo un anime ‘catastrofico’ come tanti altri.

Sulla carta bastava veramente poco perché l’idea alla base del progetto finisse col naufragare miseramente: cucire assieme la visione di un futuro tetro e segnato da un evento apocalittico a una sorta di album fotografico pieno di spicchi di vita di un gruppo di ragazzini delle medie durante delle vacanze estive molto particolari, in cui dovranno confrontarsi col proprio avvenire e rischieranno di veder cambiare per sempre il mondo come lo conoscono pur continuando, in tutto questo, a vivere le loro tranquille esistenze fatte di passeggiate per la città, uscite in compagnia e piccoli litigi. Noein si culla tra la malinconia di un passato che non c’è più (forse, oppure che non c’è mai stato) e il desiderio di ricostruire la speranza, inanellando continui e violentissimi contrasti tra le tinte crepuscolari e il tratto sporco delle cruente scene di combattimento nel futuro, corrispondenti alla perdita dell’innocenza data dall’età adulta, e l’aria estiva e serafica, le forme rotonde e naïf dell’infanzia e della spensieratezza del tempo presente. Noein genera nello spettatore uno spettro di emozioni molteplici e complesse, applicando nozioni scientifiche in modo corretto (pur con inevitabili licenze poetiche) per trasmettere un messaggio semplice come l’importanza dell’amicizia e del rapporto con gli altri, che equivalgono agli “osservatori” della meccanica quantistica, per il riconoscimento della propria identità e della propria esistenza.

E in Noein, nonostante la difficoltà dei temi trattati, immagini semplicissime sono in grado di generare una forte affezione e un senso di tenerezza nei confronti dei personaggi, al punto che trovo sia un latore di quello che gli anglofoni chiamerebbero “warm and fuzzy feeling” molto più efficace di qualunque shojo manga. Mani che si trovano e si stringono, un sorriso cordiale, una voce rotta dal pianto, una frase dolce e amichevole, tutti sapientemente inquadrati al momento giusto, allargano il cuore e commuovono magari un attimo prima che esploda il caos ed eventi drammatici si consumino in un batter d’occhio modificando irreversibilmente l’assetto delle cose. Particolarmente intenso, dolce e significativo è il rapporto tra Haruka e Karasu (molto più che tra lei e quell’accidenti di musone emo dei miei stivali che è Yu), con Atori e Miho buoni secondi. Si arriva a provar pena per Noein stesso, oggetto di odio e di disprezzo da parte degli altri personaggi quando altro non è che una povera e miserabile creatura spezzata dal dolore, per irragionevole (ma dolore e ragionevole quasi mai si accordano) e assurdo che esso sia. Trovo che proprio questo sentimento d’empatia che si stabilisce con tutti i personaggi della vicenda sia, assieme all’esaltazione generata dall’insolito dualismo del tenore narrativo, il punto focale che rende l’opera degna d’attenzione. Senza contare, in questo, l’originalità del design in toto, dall’ambientazione all’aspetto di mostri e personaggi.

Solo, va guardato a mente sgombra e categoricamente non occupata da qualche altro dedalo narrativo di cui si sta sbrogliando la matassa.

Annunci

1 Response to “Schrödinger’s cat”


  1. 1 Kanchou 23 gennaio 2009 alle 00:50

    Condivido tutto. E’ un anime ottimo, originale, apparentemente semplice, narrativamente ben svolto, e poi ricco di risvolti, sia nel tema di fondo (che è complicatissimo) che nei personaggi. Ottima scelta. Last Exile, per me, rimane comunque di gran lunga superiore per la sua raffinatezza, la bellezza dello scenario e i personaggi solo apparentemente stereotipati e, anche se è stato un po’ dimenticato rispetto a altre serie meno belle, secondo me rimarrà davvero.


Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




In ottemperanza al provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si informano i visitatori che questo sito utilizza i cookie per effettuare statistiche del numero di visite in via del tutto anonima. Proseguendo con navigazione si presta consenso all'utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni si prega di consultare le politiche sulla privacy di Automattic.

Achtung spoiler

Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

Last Game Pro issue

In progress

Gioco a:
Layton Kyoju Vs. Gyakuten Saiban (3DS), L.A. Noire (PS3)

Leggo:
Il seggio vacante, Le cronache del ghiaccio e del fuoco, Il manga

Guardo:
Recuperi cinefili vari (ultimo visto: Ralph Spaccatutto), L'ispettore Coliandro

Now Tweeting


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: