The best of 2008

Peccato non poter inserire in una lista dei “migliori dell’anno” anche titoli giocati ma non usciti durante lo stesso perché altrimenti la cosa perderebbe notevolmente di senso: tra i vari che hanno costellato il mio 2008 videoludico ce ne sono molti che ho recuperato, visto che trattasi di uno dei miei passatempi preferiti e che il mio backlog intimidisce.

Ovviamente, non sono vincolati dalla regionalità: potrete trovare anche giochi usciti solo negli USA o in Giappone. Purtroppo, sempre e solo tra quelli che ho giocato quest’anno, quindi niente Chrono Trigger DS o Tales of Vesperia.

Premio “Miglior gioco che ho visto giocare”:

Metal Gear Solid 4 (PS3)

Non nel senso che le cut scene sono talmente tante da soffocare il gameplay, ma nel senso che avrò tenuto il pad giusto per dieci minuti all’inizio prima di dare forfait, sconsolata dalla mia stessa incapacità, e di accontentarmi di guardare beata il playthrough di Fuoco. Metal Gear Solid 4 è perfetto per questo tipo di attività, che spesso mi aggrada al pari di usare il pad io stessa, grazie alla suprema esaltazione garantita dalla qualità delle sequenze d’intermezzo e dalla bellezza di trama e personaggi. Ciò non toglie che, oltre a questo, sia anche un signor gioco, particolareggiato e attento nelle meccaniche che sono arricchite senza essere appesantite da mille tocchi di classe ed easter egg nel più puro stile kojimiano.

Premio “Miglior gioco che avrei voluto giocare al day one e che invece posso vedere solo due volte al mese”:

Valkyria Chronicles (PS3)

Sono bastati pochi capitoli per farmi innamorare del nuovo parto dei demiurghi dei cieli d’Arcadia. Valkyria Chronicles è una sintesi del gameplay strategico di molti predecessori e assieme riesce ad essere profondamente originale oltre che carogna: l’estetica anime si affianca a una certa crudezza, ma la mano degli ex Overworks si sente nella serenità con cui i protagonisti affrontano la vicenda, cercando di annegare la cupezza della guerra nell’amore per le piccole cose e nel desiderio di migliorare la propria esistenza e quella degli altri, non importa quanto avverse siano le condizioni. Ci sarebbero da spendere fiumi di parole sulla bellezza del setting, ma quello che mi rammarica maggiormente è che sia uscito su PS3, una piattaforma talmente costosa da precludermene l’acquisto per un singolo titolo. Zappa sui piedi, Sega.

Premio “Gioco più bravo a farmi sentire un’idiota”:

Professor Layton and the Curious Village (DS)

Il fatto che molti, probabilmente, si siano scavati la fronte a furia di manate davanti agli enigmi di Layton non mi fa sentire meno svantaggiata. Non lasciatevi ingannare dallo stile incantevole à la Tintin e dall’ambientazione adeguatamente naïf: Layton è diabolico, spietato e soprattutto in vena di scherzi ai danni del vostro cervello. Ma il Professore quanto è amabile?

Premio “Semplice, ma letale”:

Soma Bringer (DS)

Il sistema di combattimento di Soma Bringer, che è poi praticamente l’unica meccanica pregnante del gioco, è di un’essenzialità estrema: poche o nessuna combo, solo mazzate, magie e il Break, una condizione in cui s’infligge una quantità spropositata di danni anche ai nemici più coriacei. Eppure diventa a brevissimo una sorta di droga, come solo gli hack ‘n’ slash più riusciti riescono a fare. La difficoltà è mitigata dalla possibilità di intaccare poco a poco la barra della salute dei mostri facendo continuamente la spola dalla base al dungeon e i personaggi, pur se non esaltanti come character design e personalità, riescono a creare una sensazione di calda familiarità ed affezione. Ma la cosa più bella è probabilmente la colonna sonora, col ritorno in grandissima forma del Divin Mitsuda.

Premio “Complesso E letale”:

Fire Emblem: Radiant Dawn (Wii)

Conclusione perfetta delle vicende di Path of Radiance, il mio (forse ex) Fire Emblem preferito, è uno strategico a turni smaccatamente tradizionale che trova il suo punto di forza non solo nelle meccaniche allo stesso tempo cristalline e ricolme di variabili, ma anche nella caratterizzazione dei personaggi, splendidamente colorati e disegnati, nella piacevolezza della storia e in quel che deriva dalla pianificazione delle strategie, che riesce a coinvolgere anche chi non capisce un’acca del genere. Come la sottoscritta.

Premio “Delirio assoluto”:

No More Heroes (Wii)

Psichedelico, ironico, irriverente, assolutamente anarchico e irresistibile: questo è No More Heroes, un po’ Kill Bill e un po’ free roaming. Nella sua ripetitività riesce a diversificarsi quel tanto che basta a renderlo un’esperienza variamente allucinata e allucinante. Uno dei pochi giochi di Suda non caratterizzati da un sistema di deambulazione fuori di ogni schema, che riesce a essere assurdo soprattutto in quel che costituisce il contorno, deliziandosi di citare tanto da Kojima quanto da Tarantino eppure risultando originale di per se stesso. Non sarà all’altezza di killer7 (che non ho ancora giocato), ma trovo che il tocco dell’autore sia più presente e riconoscibile che mai. Leggendario.

Premio “Miglior gioco DS 2008 ebbasta”:

Trauma Center: Under the Knife 2 (DS)

Non ha particolari punti distintivi che mi permettano di creare qualche categoria stravagante in cui premiarlo, ma nel piattume DS di quest’anno (se non si considerano cose tipo Chrono Trigger, ovviamente) è una fulgida gemma, oltre a essere un grande gioco indipendendemente da questo. Molto lungo e vario, ancora più divertente del primo perché compendiato dai tipi di operazioni che hanno fatto il loro debutto nelle versioni Wii, Under the Knife 2 è forse un “more of the same”, ma uno di quelli che non arrivano tanto spesso. Inoltre, ha per molti versi il sapore dei giochi di una volta, di quelli per cui si esclama: “Non li fanno più come un tempo”. E si bestemmia.

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9 Responses to “The best of 2008”


  1. 1 ViewtifulMee 7 gennaio 2009 alle 14:39

    ehilà, buon inizio 2009……ma……The World Ends with You?
    suvviaaaaaa

  2. 2 ViewtifulMee 7 gennaio 2009 alle 14:40

    scusa i 2 commenti, ma io lo propongo come “migliori effetti tramite attenzione sul touch screen e smanacciamento casuale sui tasti” (essì, non sono mai riuscito a seguire le batteglie pure di sopra, lo ammetto)

  3. 3 ShariRVek 7 gennaio 2009 alle 15:26

    Auguroniiii! 😀
    Nah, alla fine non me la sono sentita di premiare TWEWY, non negativamente né positivamente, perché… una volta finito non mi ha lasciato granché in nessuno dei due sensi u.u Musiche a parte, molto belle ma meno di quel che mi aspettavo dai commenti.

  4. 4 ViewtifulMee 7 gennaio 2009 alle 17:29

    uhm…non so….è vero che a livello di trama manca di afflato epico da ogni punto di vista, d’altro canto personalmente l’ho trovato un gioco con un buon design in assoluto e perchè si discosta dalla media delle produzioni videoludiche (sebbene sia proprio in bilico con il baratro del “clichè giovanilistico”), in più i controlli sono molto buoni (perlomeno sullo schermo inferiore:)) e le dinamiche di incontro/non incontro con i nemici originali (o almeno sempre nella mia esperienza, non mi sembra che esistano altri giochi che ti lasciano decidere se combattere o meno ea che livello di difficoltà), insomma, anche al di là di un sonoro grazioso ma non eccezionale e una trama che promette ma non mantiene, è un bel passo avanti proprio per un paio di concetti preziosi che porta avanti sul fronte gameplay….domanda: delusioni dell’anno?:)

  5. 5 ShariRVek 7 gennaio 2009 alle 17:46

    Ma sì, è un gioco molto ben realizzato e ho apprezzato grandemente il cambio di setting, che ho visto come una piacevole e originale deriva “folkloristica” più che come una fastidiosa trovata di marketing giusto e giovane, e ho per l’appunto espresso il mio apprezzamento in un apposito post qui sul blog. E’ un titolo senz’altro ottimamente realizzato in ogni sua parte, ma che non trovo sia molto più di questo. In più, ci metto anche la grande delusione della trama, che come dici tu “promette e non mantiene” e che cerca di metterci una pezza senza riuscirvi con l’espediente dei Report, che per la gran parte non dicono davvero nulla di essenziale (un problema di cui soffrono anche gli stessi dialoghi).

    Delusioni dell’anno… mmmh… Eternal Sonata senz’altro, anche se non è uscito nel 2008, e Lost Odyssey 😄

  6. 6 ShariRVek 7 gennaio 2009 alle 17:49

    Whoops, ho ripetuto due volte “ben realizzato” e “ottimamente realizzato”… vabbe’, nell’incipit sostituisci con un “molto carino” 😄

  7. 7 utente anonimo 8 gennaio 2009 alle 02:09

    Quanto ti capisco, Shari… in particolare sul preambolo riguardante l’ammasso di roba arretrata e per le prime due categorie (avrò da verificare invece la terza e la quinta, e proprio coi medesimi giochi :3). 😄

    Skull Kid

  8. 8 ViewtifulMee 8 gennaio 2009 alle 17:44

    ahiahi, purtroppo è verissima la faccenda dei report rattoppati, però per me resta uno dei must buy del 2008…personalmente, delusionissime dell’anno Alone in the dark e Last Remnant, e tutto sommato thumbs up per eternal sonata:)

  9. 9 ShariRVek 9 gennaio 2009 alle 10:21

    Non ho giocato a fondo The Last Remnant, ma solo i primi dieci minuti, e le impressioni sono state molto negative. Ma non aspettandomi chissà cosa, non posso nemmeno definirla una delusione: semplicemente, era come pensavo ^^
    Idem per Alone in the Dark. Dovrei piuttosto recuperare i primissimi due…


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Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

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Layton Kyoju Vs. Gyakuten Saiban (3DS), L.A. Noire (PS3)

Leggo:
Il seggio vacante, Le cronache del ghiaccio e del fuoco, Il manga

Guardo:
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