Expert gaming

Anni e anni di Castlevania, il reboot epocale di Symphony of the Night e poi un singolo episodio ti riporta ai fasti (lolwut?) dei tempi in cui scardinare il pad a morsi dalla console era riverita consuetudine. Non so se maledire la tendenza di Iga ad accontentare i fan sempre e comunque o le lagnanze degli stessi fan dei vecchi Castlevania, ma Order of Ecclesia fa della difficoltà ottusa e ostinata il suo mantra. E la cosa mi porterà ad abbandonarlo molto presto.
    Ho già parlato su questi schermi di giochi difficili, ma stimolanti: quelli cioè che fanno nascere nei giocatori la genuina voglia di fregare la loro stessa bastardaggine dimostrandosi più tosti e tenaci. Super Mario Galaxy e Trauma Center Under the Knife 2 sono i primi che mi sovvengono. Ma i giochi distruttivamente ostici no, non riesco proprio a capirli. Che senso ha farmi imparare a memoria il pattern di un boss, farmi sentire potente in virtù di questo, far assumere ai miei pollici pose che nemmeno un fachiro riuscirebbe a reggere per più di dieci secondi e poi disintegrarmi dopo mezz’ora di questa tiritera? Granchio del faro, sto dicendo proprio a te. Posso dedicare ad Ecclesia due blocchi da circa tre quarti d’ora al giorno, l’equivalente dei viaggi di andata e ritorno casa-lavoro in autobus/metro, e ho un backlog impressionante. In tale configurazione ho finito con enorme godimento Under the Knife 2 perché, pianificando tutte le mosse e muovendomi con estrema velocità, potevo superare anche le operazioni più dure. Qui, tentativi infiniti e miglioramento delle proprie abilità non portano che a progressi sporadici e quasi impercettibili. Non posso restar più di due mesi su un gioco che tanto si diverte a intralciarmi nel progredire: ergo, lascio spazio nei miei spostamenti in bus a qualcosa di più clemente e che desidero giocare altrettanto se non di più.
    Insomma, non mi attrae la prospettiva di sudare e bestemmiare giorni e giorni, tentativi su tentativi, solo per trovarmi in seguito davanti a qualcosa di uguale, se non di peggiore, nemmeno particolarmente interessante visto anche il level design ai minimi storici della serie post-SOTN (quattro lunghissimi corridoi giustapposti sono un livello?). Voi, invece, vi divertite così? Accomodatevi e scaraventate i santi giù dal calendario, ma non obbligatemi a fare altrettanto, please.

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5 Responses to “Expert gaming”


  1. 1 utente anonimo 2 febbraio 2009 alle 16:37

    Se proprio non ti piace spediscimelo che ci gioco io! 😄

    Dragonizolde

  2. 2 Wanicola 3 febbraio 2009 alle 01:11

    in effetti non è proprio il massimo dell’abbordabilità.
    MA non abbandonarlo, ti perderesti un sacco di cose interessanti D:
    se ti serve qualche dritta non esitare a contattare : D

  3. 3 utente anonimo 3 febbraio 2009 alle 02:10

    Premetto che un tempo ero contrario, anzi oserei dire un fanatico che dedicava intere tesi per condannare il “baro” attraverso artifici che andavano a mistificare le intenzioni dell’autore del videogioco. Oggi no: sono sempre più convinto che gli cheat (definizione che cambierei al volo, ma che ora devo usare per capirci) sono una semplice estensione delle opzioni, sono lì per adeguare il videogioco alla propria indole. Non è giusto buttare nel cesso un viaggio, interromperlo solo perché i bulloni di quella dannata ruota che si è bucata non cedono: si cerca un’alternativa, si chiama un carroattrezzi, si supera l’ostacolo e si prosegue con i tempi e i modi che si ritengono più adeguati. Non siamo bimbi che abbisognano imposizioni tali e così restrittive. Più si va avanti e più si scopre il valore del tempo e dei momenti e personalmente anch’io non ho intenzione di buttarne ancora in ridicole ripetizioni di situazioni ludiche. I videogiochi devono essere un passatempo, non una perdita di tempo e lo diventano quando si ostinano a non adeguarsi a chi li ha fra le mani. Perciò, imho, porte aperte alle “opzioni estese” che offrono la temporanea possibilità di vite infinite, invincibilità o quella di un semplice “canale umanitario” attraverso cui superare i punti ritenuti troppo ostici. Naturalmente ci sono delle eccezioni e in ogni caso si parla dei single player: online è vile, ma credo non ci sia neanche bisogno di una precisazione in tal senso.

    mxl

  4. 4 ShariRVek 3 febbraio 2009 alle 11:56

    Dragonizolde, lo farei se fosse mio… cosa che per fortuna non è, altrimenti avrei gettato 44 euro dato che Halifax non è propriamente generosa 😄

    Grazie per l’offerta, Wanick! Lo sfogo però m’ha fatto bene, dopo sono riuscita a superarlo. Ma credo andrò avanti solo finché non avrò il caricatore della mia PSP =/

    D’accordo su tutta la linea con Maxlee, invece. Ma proprio tutta, inclusa la postilla finale sull’online. Con la differenza che io anche da piccola, per vedere come andasse a finire un gioco che non concedeva scampo alla mia inettitudine, usavo barare un tantinello (ma solo quando i cheat code erano previsti nel gioco stesso, vedi i vecchi FPS di id Software) XP ora alla cosa s’è aggiunta una mancanza di tempo cronica, ovvio.

  5. 5 ShariRVek 6 febbraio 2009 alle 10:57

    Lo sfogo parsi rivelato giovevole alla mia salute mentale nonché all’orgoglio sopito del videoludente, perché ho superato il punto che tanto mi faceva dannare… solo per incagliarmi a ripetizione in tanti altri egualmente odiosi. Ma Ecclesia non mi avrà; non appena potrò lo abbandonerò disgraziato al suo destino. Ma sì, che Dracula agisca pure indisturbato, in malora tutto =|


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Achtung spoiler

Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

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