Dritti nel melting pot

Ci stiamo dirigendo verso un futuro di generi ibridi?
Se doveste definire con un massimo di tre parole Burnout Paradise o No More Heroes, quale indicazione di genere utilizzereste? ‘Racing estremo free roaming’ per il primo e ‘action postmoderno demenziale’ per il secondo? O forse dell’altro? E come conciliare la loro classificazione sfuggente con il bisogno di comunicare chiaramente al pubblico la natura di ogni prodotto?

Il mondo diventa sempre più complesso. Quest’affermazione, se è vera per la realtà di tutti i giorni, lo è ancor di più se fatta in relazione all’ambito videoludico. La classificazione per genere, retaggio di un’epoca in cui erano le limitazioni della tecnologia e della programmazione a stabilire la singola azione da compiere o l’unico obiettivo da conseguire, genera dubbi sulla collocazione dell’occasionale opera eclettica che cerca con tutte le forze di sottrarsi all’ingabbiamento in un set di regole predefinito, dà vita a divergenti correnti di pensiero e crea col tempo ulteriori suddivisioni nel tentativo di racchiudere ogni singolo filone e variante. Un problema di cui già si discuteva dieci anni fa. Ma oggi? Oggi, ovviamente, la situazione è molto più ingarbugliata.
    Burnout Paradise, il titolo su cui si apre (alla grande, se ci è concesso) lo spazio delle recensioni di questo mese, dimostra che nemmeno un genere ‘scontato’ come il racing è più al sicuro dalla contaminazione sfrenata: una grande città, fitta di strade da percorrere a duecento chilometri orari senza soluzione di continuità, accettando le sfide una dopo l’altra, privi di qualsivoglia navigatore e della benché minima possibilità di ritentare on the fly una gara andata alle ortiche. Un’esperienza che sarebbe riduttivo definire semplicemente ‘di corse’. No More Heroes rincara la dose togliendo beffardamente ogni punto di riferimento da sotto i piedi del giocatore, e il fatto che sia stato pubblicizzato come un simil-GTA non fa che aumentare il rischio che se ne fraintendano le intenzioni. Quando l’incasellamento fallisce, del tutto o in parte, ecco infatti che per rimediare si tentano i paragoni, singoli o multipli, con altri titoli vicini per gameplay o tono generale, paragoni che buttano in un gran calderone anche videogiochi che tra loro nulla hanno a che vedere solo per tentare di spiegare esattamente ‘cos’è’ quella strana bestia che tenete tra le mani.
    Il rischio in questo caso è per l’appunto che si comunichi all’esterno un’idea errata o semplicemente imprecisa dell’opera, deludendo acquirenti e fan del genere che non ritroveranno ciò che si attendevano. Schedare, classificare e generalizzare, in sé, dovrebbe servire a semplificare il complesso, non a farsi oggetto d’infiniti dibattiti. E se lasciassimo liberi i giochi ‘action con una punta di simulazione gestionale’ o ‘GdR con sistema di combattimento stile shooter’ di essere semplicemente quel che sono? Sempre meglio, se ce lo chiedete, di ritrovarsi al loro posto un gioco fatto soltanto per spuntare aridamente e svogliatamente tutte le voci di un’ipotetica checklist del genere X.

[Da Game Pro 010]

Annunci

1 Response to “Dritti nel melting pot”


  1. 1 utente anonimo 14 marzo 2009 alle 10:27

    L’utilità delle classificazioni è ancora tutta da dimostrare, spesso anzi hanno fatto più danni della grandine portando spesso a fraintendere il concept di un’opera.
    Considerare “Star Wars” fantascienza?Ma de chè?L’incasellare qualcosa tramite determinati stilemi che propone è sbagliato e fuorviante, pensiamo a “Metroid Prime”, “Deus Ex” e “Mirror’s Edge”, giochi spesso chiamati FPS quando in fondo hanno da spartire solo con la schiatta Doomiana il semplice utilizzare un’inquadratura in prima persona, laddove i meccanismi si discostano talmente tanto dallo “spara a tutto ciò che si muove” da svilirli una volta inseriti in una classificazione del genere.
    Le recensioni, non avendo fortunatamente limiti di caratteri utilizzabili, possono benissimo evitare di ridursi alle definizioni che spesso divengono sempre più articolate e quasi contradditorie al loro interno, se i giochi di oggi sfuggono ai metri di giudizio precedenti mi pare inutile coniarne di nuovi, bisognerebbe invece limitarsi a citare gli ispiratori di determinati meccanismi.
    Per esempio, “ExisTenZ” di Cronenberg mischia fantascienza, pulp e Thriller, definirlo in un genere sarebbe molto riduttivo, esattamente come lo è l’inquadrare lo stile di una band metal a seconda dell’utilizzo o meno di Synth, lanciandosi in definizioni semplicemente deliranti.
    Forse è un problema della critica in generale, ancora ancorata ai dettami delle sue origini ed incapace invece di evolversi di pari passo con le opere che prende in esame.
    Fattanz.


Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




In ottemperanza al provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si informano i visitatori che questo sito utilizza i cookie per effettuare statistiche del numero di visite in via del tutto anonima. Proseguendo con navigazione si presta consenso all'utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni si prega di consultare le politiche sulla privacy di Automattic.

Achtung spoiler

Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

Last Game Pro issue

In progress

Gioco a:
Layton Kyoju Vs. Gyakuten Saiban (3DS), L.A. Noire (PS3)

Leggo:
Il seggio vacante, Le cronache del ghiaccio e del fuoco, Il manga

Guardo:
Recuperi cinefili vari (ultimo visto: Ralph Spaccatutto), L'ispettore Coliandro

Now Tweeting


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: