Cose belle a Tokyo

Gli indicatori della durata dei semafori (nota: quello nella foto non ce l’ha)

L’uovo di Colombo. Talmente ben scandita e trasparente è la routine quotidiana di Tokyo che tutti devono sapere quando scatterà il verde. Sui semafori pedonali delle vie principali, a fianco delle luci vere e proprie c’è talvolta una barra verticale riempita di freccette che puntano in basso. Queste freccette scompaiono gradualmente e quando l’indicatore si svuota il semaforo scatta, diventando verde o rosso. Impossibile sbagliarsi o equivocare: non credo ci vorrebbe un genio a montare un indicatore di durata su tutti i semafori del mondo. Anche se a Tokyo stessa vari incroci ne sono ancora privi, ma prevedo che a breve saranno installati ovunque.

I conbini

Immaginate di poter scendere sotto casa, in qualsiasi zona della città vi troviate, e di avere sempre un minimarket a pochi passi. Non ci trovate frutta e verdura, pasta o carne, ma immaginate di vivere in una città dove la maggior parte della gente mangia o ‘fa’ cose fuori per tutta la giornata. Una città tipo Tokyo, insomma. Il convenience store non ha solo patatine o altre schifezze da sgranocchiare, ma anche profumi, bende, giornali e interi pranzi già pronti solo da scaldare, bibite calde e fredde, pane e panini impossibili, caramelle, bancomat, fotocopiatrici. E altro ancora. Se avete bisogno di qualcosa al volo che non sia un bagno, qui o c’è o il mondo vi odia.

I ristoranti

Forse sono stata fortunata, ma non ho trovato un solo ristorante o caffetteria ‘cattivo’ come può esserlo a Roma o in simili luoghi turistici. Il giapponese ha il culto del mangiare bene e quindi ovunque si vada si mangia perlomeno decentemente. Passerete le ore a vagare davanti alle facciate dei ristoranti (tanto ce n’è uno ogni pochi metri) guardando le vetrine per decidere con cosa cenare. Non preoccupatevi di sembrare degli idioti: anche la popolazione autoctona lo fa.

Gli assaggini gratuiti

Dal chioschetto lurido all’entrata del parco Yoyogi alla panetteria pretenziosa nella stazione di Shibuya: non c’è distinzione fra quelli che espongono cestelli con prodotti (soprattutto pane e dolci) appena sfornati ad assaggio libero per tutti i passanti. Un’usanza caduta in prescrizione dalle parti di Roma, dove sopravvive solo sporadicamente e in periodi limitati all’interno dell’ipermercato di turno, ma ancora viva nella palpitante Tokyo e debbo dire graditissima dalla sottoscritta: senza spendere uno yen ho assaggiato in questo modo un castella, il Pan di Spagna più diffuso da queste parti, e un pane condito della costosissima panetteria di cui sopra. E credo che girando abbastanza sarebbe possibile farci merenda, a furia di assaggini.

Le panchine per riposarsi

Messe a disposizione da alcuni negozi all’interno o direttamente fuori oppure dai negozietti di cibi ‘cotti e mangiati’ come quelli di dango, nikuman o patate dolci (non, attenzione, dalle bancarelle). Non potete mangiare per strada a meno che non vi sediate, quindi tenete d’occhio queste zone franche in caso aveste voglia di qualcosa di buono. E nei negozi, se avete le vertigini per tutta la merce esposta, sono così gentili da offrirvi qualcosa su cui crollare in preda allo stupore.

Gli annunci della metropolitana

Imparerete ad amare (non ci vuole poi molto) il “mamonaku” che prelude all’arrivo dei treni. Di lì a una decina di secondi vi ritrovate la metro in stazione. Una trentina di secondi prima che le porte si chiudano c’è un segnale sonoro continuo che invita ad affrettarsi ad entrare (rigorosamente dopo aver fatto uscire tutti). Poi una voce femminile preregistrata avverte che le porte stanno per chiudersi, due volte o una volta più l’annuncio del capotreno. Infine, il segnale che si accompagna alla chiusura. Alla partenza da ogni stazione e all’arrivo, la solita voce vi snocciola tutti i collegamenti dalla fermata successiva o imminente e il lato da cui si esce. Ah, e ovviamente se un treno è dato per un orario lo vedrete arrivare non appena l’orologio a fianco ha scoccato il minuto esatto, al massimo quello dopo. Se riuscite a sbagliare così, fatevi una macchina con autista perché non ci sono molte speranze.

Akihabara

È grave se devo aggiungere altro, eh.

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2 Responses to “Cose belle a Tokyo”


  1. 1 Cenerentola77 8 giugno 2009 alle 16:06

    Wow! Che bello..mi piacerebbe fare un viaggio da quelle parti..peccato sia troppo lontano..

  2. 2 shary93 23 giugno 2009 alle 15:35

    io da qnd ho visto NARUTO ho deciso k un giorno andrò in Giappone a mangiare del ramen XD a parte qst, deve essere bellissimo là… sn una grande fan del Giappone^^


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