Lo strano caso delle pagine blu e delle pagine rosse

Myst. L’ho finito per cultura personale, cogliendo la bellezza dei paesaggi nascosta dietro le confusionarie schermate statiche (la versione real in 3D effettivo è non solo consigliata, ma praticamente necessaria a mio avviso), leggendo i diari di Atrus, annotando furiosamente le soluzioni degli enigmi, gradendo la caratterizzazione dei tre personaggi in croce. Insieme all’ambientazione e alla storia sono l’aspetto più riuscito, ma volevo approfittarne per lanciare una provocazione e al tempo stesso togliermi un piccolo sassolino dalla scarpa.

L’ho pensato sin dalla prima volta che ho provato a giocarci non trovandolo fatto per me, e ponderando sul destino post-Myst delle avventure punta e clicca. E continuo a pensare che il successo enorme di quest’opera Cyan Worlds abbia parzialmente guastato il genere in termini contenutistici, ma non certo perché sia brutta. Myst e tutti i susseguenti episodi configurano un modo di risolvere enigmi pressoché agli antipodi dello stile LucasArts, un modo basato sul confronto diretto con una serie di schemi da sbrogliare in stile Settimana Enigmistica come contrapposto all’approccio per ragionamenti laterali e teso ad aggirare il problema con la furbizia.
    Il guaio, se così vogliamo chiamarlo (resta comunque il dubbio che il genere in sé non sarebbe comunque durato a lungo in quella forma per intrinseci limiti formulari), è che per giustificare la presenza di enigmi alla Myst nel mondo di gioco ci vuole una dose tripla d’impegno come contrapposto all’obbligo di utilizzare l’ambiente circostante in un Monkey Island o un Indiana Jones. Lo stesso Myst non sempre riesce a inserirli con logica inattaccabile, disseminando ad esempio appunti per gli indizi che a rigore nessuno dotato di buonsenso lascerebbe in giro e implicando balzi di fede da parte della sospensione d’incredulità che non a tutti risultano ugualmente automatici. Quelli susseguitisi sulla scia della fama mondiale di Myst, invece, se ne sono proprio infischiati, ed è così che ci ritroviamo tabelline con quadratini, orologi dal funzionamento astruso, mazzi vari e rebus su cui smanettare seguendo hint che qualcuno si è trovato provvidenzialmente ad annotare all’altro capo del castello senza un motivo particolare che davvero ti fanno chiedere se pure per andare al bagno non sia necessario risolvere un puzzle.

Comunque, a scanso d’ogni equivoco, sto facendo in modo di procurarmi Myst II: Riven. Così che si capisca che non ce l’ho con Rand Miller, anzi Atrus è un gran figo (ma non mi permetterei mai di contenderlo a my dearest fake *o*).

Ah, non giocateci su DS.

Annunci

4 Responses to “Lo strano caso delle pagine blu e delle pagine rosse”


  1. 1 utente anonimo 4 luglio 2009 alle 14:07

    perchè non su ds? (curiosa XD)

  2. 2 ShariRVek 6 luglio 2009 alle 08:39

    Perché è una conversione da cani, semplicemente 😄
    Non c’è il cursore, non si sente niente dei dialoghi, lo schermo piccolo non fa distinguere i dettagli e non si capisce dove ci si gira… in più, è strapieno di bug che in giornata cattiva possono anche impedire di finire il gioco.

  3. 3 utente anonimo 7 luglio 2009 alle 12:33

    Mi sembra un ragionamento estremamente sensato. Non ne ho esperienza, ma è facile immaginare come esperimenti di replica superficiale, o peggio ancora tentativi ibridi fra le due direzioni del genere, abbiano portato a fallimenti epici. Ma se la stessa gente avesse tentato di replicare la formula LucasArts avrebbe avuto maggior successo? I brutti cloni son brutti cloni indipendentemente da cosa clonano e in teoria non dovrebbero infastidire gli esponenti più capaci.
    Fra qualche tempo ti saprò dire come se la cavano invece i cloni di Myst più blasonati… pare che almeno uno abbia capito ‘sta storia del giustificare gli enigmi ambientali e sembra un Riven industriale con la grafica di Myst, vedremo.

    All’anonima prima commentatrice rispondo quotandoti e dicendo che, se ti avvicini alla serie su DS, o era un amore scritto nelle stelle (o nella copertina di Riven, a seconda dei casi) o butta male. Ci vuole veramente una pazienza biblica per sopportare quella versione. La mia anima è fatta a forma di Myst Island (cit. Yeesha) e proprio su DS me ne sono innamorata nonostante le evidenti schifezze tecniche, ma sono un caso a parte.

    anzi Atrus è un gran figo (ma non mi permetterei mai di contenderlo a my dearest fake *o*).

    Di contenderlo a Kathy, per meglio dire… la Straniera qui è un terzo figlia adottiva e due terzi mastino da guardia, sìsì 😄

    Così che si capisca che non ce l’ho con Rand Miller

    Anche perché avercela con Rand è come prendere a calci un cucciolo di boxer. XP Io dico di prendersela con RAWA, per qualunque cosa… dà più soddisfazione e ogni tanto risponde pure.

    (bello, l’antispam mi dà da inserire “ner” di “ner-d”… quantomai appropriato.)

    Firmato: un’esploratrice di passaggio con un grosso elmo cornuto in testa per mantenere l’anonimato

  4. 4 ShariRVek 7 luglio 2009 alle 16:21

    Una Straniera di passaggio è sempre la benvenuta attorno a questo fuoco accogliente **

    Ma se la stessa gente avesse tentato di replicare la formula LucasArts avrebbe avuto maggior successo?
    Come sopra: il punto era proprio che il modo LucasArts *obbliga* entro certe misure a giustificare gli enigmi, che devono essere per forza inseriti nell’ambiente. Poi, come ci siam dette di persona, il problema intrinseco di quegli enigmi è d’altro canto quello di poter non risultare subito chiari o addirittura di essere impregnati di una logica interna impenetrabile o quasi al giocatore se non per mezzo di una guida. E sicuramente i cloni peggio riusciti delle avventure Lucas ne sono colpevoli.

    In sostanza: quello che ho notato, forse sbagliandomi, è che è più facile fare un brutto clone di Myst che un brutto clone di un’avventura LucasArts.

    Di contenderlo a Kathy, per meglio dire… la Straniera qui è un terzo figlia adottiva e due terzi mastino da guardia, sìsì 😄
    Behvvìa, Katherine è fuori concorso, direi… 😄 Io preciserei: di contenderlo come fangirlabile. Anche perché per ora l’ammiro più che altro come sensazione generale che mi lascia l’omino. :3

    (bello, l’antispam mi dà da inserire “ner” di “ner-d”… quantomai appropriato.)
    Siam tutte nerd e se ne accorge anche l’antispam 😄


Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




In ottemperanza al provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si informano i visitatori che questo sito utilizza i cookie per effettuare statistiche del numero di visite in via del tutto anonima. Proseguendo con navigazione si presta consenso all'utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni si prega di consultare le politiche sulla privacy di Automattic.

Achtung spoiler

Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

Last Game Pro issue

In progress

Gioco a:
Layton Kyoju Vs. Gyakuten Saiban (3DS), L.A. Noire (PS3)

Leggo:
Il seggio vacante, Le cronache del ghiaccio e del fuoco, Il manga

Guardo:
Recuperi cinefili vari (ultimo visto: Ralph Spaccatutto), L'ispettore Coliandro

Now Tweeting


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: