Unico sopravvissuto al droppaggio

I casi sono tre: o di questi tempi sto provando solo videogiochi che non fanno per me, che hanno effettivamente deluso buona parte dell’utenza (forse è il caso di Scribblenauts), o sono diventata tanto impaziente da non riuscire a perseverare attraverso qualsiasi prologo non sia di mio immediato gradimento, o ancora sono talmente esigente che ormai basta un dettaglio fuori posto a farmi abbandonare l’impresa.

Muramasa: The Demon Blade è l’unico gioco “nuovo”, non contando quindi la rigiocata di Xenogears, attualmente sopravvissuto alla mia modalità rompiballe estrema, nonostante qualche piccolo colpo accusato all’inizio dell’avventura che non mi ha impressionato come mi aspettavo. Lo stile grafico per nulla cambiato da Odin Sphere e GrimGrimoire (trovato peraltro a Lucca e subito sgraffignato per completare il trittico Vanillaware) è un piacevole ritrovarsi, il gameplay inneggia ai vecchi beat’em up a scorrimento come non mai e frustra (ma direi anche frusta) a livelli non raggiunti quasi nemmeno da Odin Sphere stesso. Il suo autore-tuttofare, George Kamitani, tradisce la sua natura di cultore del genere fin nei più intimi dettagli, dall’azione che si ferma sui grappoli di nemici alle musiche, che aleggiano sì tra le sinfonie orchestrali care a Sakimoto e i flauti e gli strumenti a corda tipici della tradizione nipponica, ma che qui e lì ricordano incongruamente i bip e le derive techno degli accompagnamenti di un videogioco d’azione quale questo rimane orgogliosamente nonostante gli elementi di sviluppo da JRPG. Quel che più impressiona è ovviamente l’enorme e dirompente inventiva grafica che quasi trabocca dallo schermo, dall’esplosione vulcanica dei colori all’aspetto di mostri e alleati per finire col feticismo alimentare estremo del cibo tradizionale giapponese che viene consumato boccone dopo boccone in maniera filologicamente corretta. Un passo avanti rispetto alla semplice riproduzione dei piatti vista in Odin Sphere, e una concessione tanto alla fissa gastronomica degli autoctoni quanto, volendo, all’otakuismo dilagante a occidente, cui la gran quantità di kappa, kitsune, torii, quartieri di piacere e canne di bambù (senza contare le sorgenti termali) sembra a più riprese volersi concedere.

Muramasa, come gli altri prodotti Vanillaware, guarda al passato e lo riveste a nuovo. Certo il fatto che il suo director sia prevalentemente un fissato di matita e colori (un illustratore, insomma) sbilancia il focus dello sviluppo sull’aspetto estetico, che non impedisce comunque al versante ludico di risultare più che compiuto. Le piccole/grandi opere d’arte cesellate come questa, che abbiano almeno un elemento assolutamente peculiare e attraente, sono per ora il mio campo principale d’interesse.

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6 Responses to “Unico sopravvissuto al droppaggio”


  1. 1 Wanicola 5 novembre 2009 alle 00:38

    non vedo l’ora di farlo mio!

  2. 2 utente anonimo 5 novembre 2009 alle 10:48

    L’inventario è migliore rispetto a quello di Odin Sphere, nel senso che permette di passarci meno tempo rispetto all’azione mazzuolatrice, oppure anche in quello sono  molto simili?

    Fattanz

  3. 3 ShariRVek 5 novembre 2009 alle 11:50

    Già, dimenticavo! L’inventario è decisamente più snello e meno macchinoso di quello di Odin Sphere. Volendo si può aprire un vero e proprio menu con le varie voci, ma per l’utilizzo immediato esiste uno shortcut in alto a destra tra i cui oggetti si può circolare col D-pad, ed è peraltro l’unica cosa che funziona durante gli scontri. Di converso, quindi, se non ci si ricorda di assegnare un oggetto curativo al menu veloce non lo si potrà usare, ma per fortuna a questo si ovvia col continue immediato dal quadro in cui si è morti.

  4. 4 utente anonimo 5 novembre 2009 alle 14:21

    *sbava troppo e muore disidratato*
    Mamma mia, non vedo l’ora che esca, praticamente me lo sogno di notte!
    Per fortuna siamo a -8!

    Darmani

  5. 5 utente anonimo 5 novembre 2009 alle 23:12

    Per festeggiare la notizia dell’inventario più snello, farà un’epicissimo assolo di chitarra sintetizzata utilizzando la mia Korg Nanokey…

    Ok, è venuto uno schifo, ma la sostanza non cambia:Murasama DEVE essere mio il prima possibile!

    Fattanz

  6. 6 lainhtp 12 novembre 2009 alle 01:29

    ecco, mi mancavo le tue recensioni come quelle di Emix!

    Muramasa l’ho già prenotato.

    Sarà l’unico motivo per cui riaccenderò il wii dopo circa 1 anno.

    -_-”


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Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

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