La mela giù dall’albero

Gli equivoci su ciò che s’intende per “maturità”

Quanti sono coloro che identificano il contenuto adulto di GTAIV unicamente con la sua violenza e con il coinvolgimento del mondo della criminalità? Senz’altro molti più di quelli che tirano in ballo la raffinatezza della sua formula ludica

Alzi la mano chi ancora pensa che ‘videogioco maturo’ sia semplicemente sinonimo di schiere di marine spaziali dalla testa rasata, litri di sangue e budella che schizzano per ogni dove, uso disinvolto di battute sconce e volgarità assortite o passanti allegramente spalmati sull’asfalto dal Tony Montana di turno.
    Scommettiamo che dalla conta riscontreremo che sono ancora in molti a essere convinti che la maturità si veda dall’aspetto superficiale di un’opera e non dal modo in cui essa tratta i temi che getta sul tappeto (sempre ammesso che lo faccia) oppure dal livello di consapevolezza ed evoluzione delle proprie meccaniche. Prendiamo GTA, comunemente bollato come maturo per la possibilità d’impersonare un criminale, di scaraventare automobilisti innocenti fuori dagli abitacoli e di massacrare i teppisti rivali, per poi concludere in grande stile abbordando prostitute da finire a sprangate dopo aver consumato. Pochi riconoscono che la violenza per amor di violenza è esattamente ciò che i ragazzini bramano per sentirsi ‘cresciuti’, pochi vanno a cercare più in profondità le ragioni per cui un qualsiasi capitolo di GTA è davvero un videogioco adulto: pochi, quindi, affermeranno che lo è (anche) per via di una struttura ludica articolata oltre che libera.
    Si potrebbe scoprire così che gli ‘infantili’ The Legend of Zelda: The Wind Waker e Super Mario Galaxy celano dietro il loro affascinante stile grafico una sorprendente profondità, l’uno dal punto di vista tematico e narrativo e l’altro da quello della maturità ludica, che in entrambi i casi risalta per presunto contrasto; il pluricitato e mai troppo lodato Eternal Darkness non è un gioco ‘da grandi’ per via di qualche testa mozzata, ma perché la rielaborazione delle influenze culturali lo ha dotato di uno script degno d’un romanzo e di una lucidità che nelle sue assurde allucinazioni lo porta a giocare con se stesso, con il medium che rappresenta e con le percezioni del fruitore senza mai prendersi troppo sul serio, tipico dell’adulto che con l’esperienza ha capito che nulla è sacro. E potrebbero esser fatti tanti esempi da riempire un’altra decina di editoriali come questo, nonostante tutti gli ostacoli che i videogiochi da sempre si ritrovano tra i piedi in fatto di libertà espressia.
    Se quanto scritto sopra non deve essere preso per verità assoluta, a ogni modo si pensi a ciò che è considerato ‘maturo’ nell’ambito di altre forme d’espressione e lo si confronti con il parossismo di brutalità immotivata spesso richiesto per consegnare a un videogioco l’ambita palma di cui nell’incipit. Talvolta par quasi che il peggior nemico del Videogioco siamo noi stessi, che di videogiochi viviamo.

[Da Game Pro 013]

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1 Response to “La mela giù dall’albero”


  1. 1 utente anonimo 28 novembre 2009 alle 22:42

    Che dire?
    E’ esattamente quanto accadeva nell’ambito fumetti/cartoni animati, con la differenza che, ormai, queste due forme espressive sono state sdoganate-

    Ma per farlo c’è voluto un pubblico realmente maturo ed una critica adulta, capace di porsi senza vincoli/pregiudizi innanzi a prodotti nomati prima come infantili.
    C’è voluto del tempo, anncora non siamo forse al punto che un’anime od un supereroe raccolgano la stessa attenzione di un film di guerra, ma i giudizi riservati a"Wall-E" e "The Dark Knight"(tanto per citare gli esempi recenti più ecclatanti)dimostrano come esistano le possibilità per permetterlo.

    In ambito videoludico questo non accade, il videogioco è considerato "per ragazzi" perchè, in effetti, è vero.
    La maggioranza dei videogiocatori(spesso autonomatosi "Hardcore Gamer")sono dei bambini, di 25 e più anni magari, ma infantili nel loro porsi nei confronti del medium, continuando a giudicarlo esattamene come facevano ad 8 anni.
    La critica videoludica poi, praticamente è inesistente nei grandi numeri, spesso schiava compiaciuta dell’industria, e cibo goloso per i ragazzini di cui sopra.

    Fattanz


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Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

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