Mio al day one: Ghost Trick

Un gioco che prima di essere uscito ha già screenshot in inglese parte subito bene.

Shu Takumi è un uomo da amare. Non solo ha creato la trilogia originaria di Phoenix Wright, non solo l’ha creata sull’onda delle sue passioni in campo giallistico; non solo ha dato una decisa svolta al genere dell’adventure rinfrescandolo con premesse e un sistema di gioco (che lui afferma venir prima della trama nonostante l’aspetto narrativo emerga come estremamente progredito negli Ace Attorney da lui curati). Non solo, insomma, è un gran figo, ma lo è di più. Perché di fronte a quel che lui percepisce come un interesse e una popolarità scarsi nei confronti dei giochi d’avventura, in Giappone come in realtà in molte altre parti del mondo, non si scoraggia né rinnega quanto fatto, ma propone opere nuove nel tentativo di interessare e “convertire” quante più persone possibile ai piaceri del suo genere d’elezione.

Lo scopo è modificare avvenimenti negativi prevenendoli, tra le altre cose.

Lo stile grafico di Ghost Trick non rientra, se posso dire, fra gli esempi di qualcosa che mi lasci un sorrisetto di goduria sulle labbra; semmai, somiglia più a qualcosa che normalmente rifuggirei inorridita. Ma la persona che c’è dietro, la quasi certezza di uno script esplosivo e, per l’appunto, di un sistema di gioco unico e stimolante che rielabori creativamente le convenzioni della mystery novel e del giallo d’investigazione mettono in secondo piano ogni vibrazione negativa possa provenire dai portrait e dalle illustrazioni. Siamo un fantasma smemorato, Sissel, che è appena stato ucciso e che deve utilzzare i suoi nuovi poteri ectoplasmatici per influenzare l’ambiente circostante e scoprire così il mistero della sua identità nonché l’intrigo (internazionale o non, lo scopriremo solo giocando) che senz’ombra di dubbio vi si cela. Per farlo può possedere oggetti inanimati, muoverli dando vita a fenomeni di poltergeist anche per giocare tiri mancini ai viventi e persino tornare indietro nel tempo per impedire un avvenimento.

Vada come vada, mi bastano queste premesse e il sapere che sia la nuova creazione di Shu Takumi per essere altamente interessata al risultato. Sì, Phoenix Wright mi piace un po’, ma giusto pochino, eh.

Shu Takumi è a sinistra. Già dall’aspetto si direbbe il perfetto romanziere. Mi piacerebbe stalkarlo allo sfinimento (suo, non certo mio).

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5 Responses to “Mio al day one: Ghost Trick”


  1. 1 utente anonimo 27 febbraio 2010 alle 13:23

    Oh, mamma, ma sembra un tredicenne!!!  O_o
    con l’occasione ti invito sfacciatamente a dare un’occhiata alla recensione di Ace Attorney Investigations su inside the game, non per altro, ma perchè da cultrice della serie mi farebbe veramente piacere cosa ne pensi….un saluto
    Luca Viewtifulmee

  2. 2 ShariRVek 28 febbraio 2010 alle 14:15

    Un po’ come Hideo Kojima, che sembra perennemente ventenne pur avendo superato i quaranta XD Che tutta questa gente abbia venduto l’anima al diavolo?
    Grazie per la segnalazione della recensione di Ace Attorney Investigations! Devo confessare di non averlo ancora iniziato (ho Layton and Pandora’s Box ancora in gioco e sono a metà, preferisco non sovarapporli ^^ A parte questo, ho letto davvero con piacere il tuo pezzo: apprezzo la tua scelta di porre l’accento sugli autori del gioco, che significa comunque fare informazione importante sulle persone che si trovano dietro un dato lavoro, e anche sugli aspetti (storia, personaggi, deduzione logica) e le tematiche su cui si concentra. Insomma, una recensione diversa dal solito, proprio come piacciono a me! Complimenti! 🙂
    Unica cosa su cui non sono tantissimo d’accordo sono i minimi dubbi esposti in merito all’utilizzo della logica troppo ferrea, che trovo un punto abbastanza a suo favore (se poi è troppo semplicistica allora sì, te l’approvo) oltre che in character con Edgey 😀
    Tra l’altro nei commenti ho letto della tua poco favorevole opinione nei confronti di Apollo Justice quindi ti stimo un totale già per quello.

    Ah, dobbiamo replicare il pomeriggio-caffè, uno di questi giorni… 😀

  3. 3 utente anonimo 12 marzo 2010 alle 11:07

    Ti rispondo con colpevole ritardo, innanzitutto grazie tante! l'apprezzamento di una persona che stimo moltissimo è un gran piacere:)
    sulla logica….beh, da un punto di vista formale, sì, è vero, avere una logica ferrea è un buon punto, d'altro canto quando lo diventa troppo c'è il rischio di trovarsi in difficoltà ed essere puniti solo per l'aver fatto quel passo in più che tanto in più non è , in quanto perfettamente in linea con un intelletto normodotato….comunque appunto, il gioco è stragodibile, ed Edgey è un personaggione, anche se, purtroppo non ci sono gli "Psycho locks" (è forse uno dei momenti più ilari della serie, cavolo:))

  4. 4 ShariRVek 13 marzo 2010 alle 17:53

    Vabbe', quello del passo più lungo dell'andatura del gioco stesso era un problema anche di PW, dopotutto… in un certo senso, dà familiarità il fatto di ritrovarselo anche qui :'D

  5. 5 utente anonimo 12 gennaio 2011 alle 21:48

    è passato quasi un anno dalla segnalazione che lessi in codesto blog. Nel frattempo l'ho seguito aspettando un'ideioma più accessibile (o accessibile e basta). Ormai ci siamo. Da noi esce dopodomani. LEVENTO! (così tuttattaccato).

    maxlee


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Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

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