Archivio per marzo 2010

State of the affair

C’era una volta una ragazza, molto appassionata di videogiochi per averli avuti come costanti compagni di vita da quando era alta così (inserire gesto con la mano orizzontale a un metro da terra), che un (bel?) giorno volle convincersi di essere brava a scrivere. Magari voleva farlo perché da tempo leggeva e rileggeva quel che tanti ragazzi, per lei simili a divinità irraggiungibili, scrivevano sulle pagine abbellite da titoli fucsia su fondo arancione e screenshot slavati di schermate sgranate i cui pixel trasportavano sogni. Leggeva e rileggeva fino a consumare le copertine e poi le pagine, fino a ritrovarsi con collezioni di PC Game Parade, di K, di Game Power e PC Zeta sempre rigorosamente aperte dalle destre di pubblicità con offerte dell’ultimo import a 129.000 lire.

C’era insomma questa ragazza, dicevamo prima di perdere il filo, che leggi e rileggi fino a imparare a memoria le battute di spirito, i lessici familiari, gli entusiasmi per l’ultimo JRPG Squaresoft e prima ancora le avventure LucasArts su PC pensò che dovesse essere davvero divertente, quasi quanto giocare, produrre quei testi così belli e scorrevoli sotto i suoi occhi. Non sapeva cogliere, né forse mai ha saputo farlo, cosa li rendesse tanto interessanti, ignorava quale fosse l’esatto modo per spingere un lettore a continuare riga dopo riga fino al termine della recensione o dell’articolo. Quando sbagliando si convinse che scriverli fosse anche facile, iniziò ad imitarli alla bell’e meglio, un termine abusato dietro l’altro, un costrutto grammaticale ardito e involuto dietro l’altro, proseguendo sulla via della propria conoscenza del lessico specifico una testata dopo l’altra, anno dopo anno, generazione di hardware dopo generazione di hardware. A furia di imitare la forma, magari anche a puntino, a qualcuno piacque quel che scriveva allora con poco sforzo, convinta com’era che bastasse riprodurre una superficie accattivante.

Magari nella sua testa sarà germogliato qualche pensiero interessante, come capita almeno una volta nella vita finanche al meno propenso verso l’attività intellettuale, ma la linea di demarcazione tra chi ha talento e chi non lo ha sta proprio fra il porsi limiti e non porseli. Quello bravo, ma bravo per davvero, è inesauribile nella sua inventiva e voglia di scrivere, non si ferma né si stanca, ha sempre qualche nuova idea da sviluppare, qualche riflessione da esternare e condividere col mondo. Quello non bravo si pone dei limiti, dice che se scriverà tutti i giorni senza interruzione presto non gli resterà più nulla da dire, teme di stancarsi, si arrovella per trovare nuovi modi di scrivere le stesse cose di sempre. La ragazza, ormai da mesi, non trova più qualcosa da scrivere che valga la pena scrivere e poi spacciare per lettura irrinunciabile.

Le parole, che ha sempre faticato a trovare, ora sono nemici contro cui combattere, prede da stanare che le sfuggono sdegnate. Non ha più voglia di costruire un discorso che scorra così bene, di mettere in fila le parole sì da farle sembrare più eleganti del reale. Ci ha provato, per un po’, costringendosi a restare in esercizio almeno il minimo sindacale. Ma forse, chissà, è proprio il caso di arrendersi e rendersi conto che quel lavoro non fa per lei. Prima o poi gli altri si accorgerebbero che quel talento non c’è mai stato e allora la situazione diventerebbe sgradevole, le lodi immeritate si trasformerebbero in sguardi condiscendenti. La forma c’era in apparenza, il contenuto pareva esserci ma nella realtà latitava, né sicuramente c’è adesso.

Meglio che continui a giocare e che faccia quel che effettivamente è in grado di fare.


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Achtung spoiler

Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

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Gioco a:
Layton Kyoju Vs. Gyakuten Saiban (3DS), L.A. Noire (PS3)

Leggo:
Il seggio vacante, Le cronache del ghiaccio e del fuoco, Il manga

Guardo:
Recuperi cinefili vari (ultimo visto: Ralph Spaccatutto), L'ispettore Coliandro

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