State of the affair

C’era una volta una ragazza, molto appassionata di videogiochi per averli avuti come costanti compagni di vita da quando era alta così (inserire gesto con la mano orizzontale a un metro da terra), che un (bel?) giorno volle convincersi di essere brava a scrivere. Magari voleva farlo perché da tempo leggeva e rileggeva quel che tanti ragazzi, per lei simili a divinità irraggiungibili, scrivevano sulle pagine abbellite da titoli fucsia su fondo arancione e screenshot slavati di schermate sgranate i cui pixel trasportavano sogni. Leggeva e rileggeva fino a consumare le copertine e poi le pagine, fino a ritrovarsi con collezioni di PC Game Parade, di K, di Game Power e PC Zeta sempre rigorosamente aperte dalle destre di pubblicità con offerte dell’ultimo import a 129.000 lire.

C’era insomma questa ragazza, dicevamo prima di perdere il filo, che leggi e rileggi fino a imparare a memoria le battute di spirito, i lessici familiari, gli entusiasmi per l’ultimo JRPG Squaresoft e prima ancora le avventure LucasArts su PC pensò che dovesse essere davvero divertente, quasi quanto giocare, produrre quei testi così belli e scorrevoli sotto i suoi occhi. Non sapeva cogliere, né forse mai ha saputo farlo, cosa li rendesse tanto interessanti, ignorava quale fosse l’esatto modo per spingere un lettore a continuare riga dopo riga fino al termine della recensione o dell’articolo. Quando sbagliando si convinse che scriverli fosse anche facile, iniziò ad imitarli alla bell’e meglio, un termine abusato dietro l’altro, un costrutto grammaticale ardito e involuto dietro l’altro, proseguendo sulla via della propria conoscenza del lessico specifico una testata dopo l’altra, anno dopo anno, generazione di hardware dopo generazione di hardware. A furia di imitare la forma, magari anche a puntino, a qualcuno piacque quel che scriveva allora con poco sforzo, convinta com’era che bastasse riprodurre una superficie accattivante.

Magari nella sua testa sarà germogliato qualche pensiero interessante, come capita almeno una volta nella vita finanche al meno propenso verso l’attività intellettuale, ma la linea di demarcazione tra chi ha talento e chi non lo ha sta proprio fra il porsi limiti e non porseli. Quello bravo, ma bravo per davvero, è inesauribile nella sua inventiva e voglia di scrivere, non si ferma né si stanca, ha sempre qualche nuova idea da sviluppare, qualche riflessione da esternare e condividere col mondo. Quello non bravo si pone dei limiti, dice che se scriverà tutti i giorni senza interruzione presto non gli resterà più nulla da dire, teme di stancarsi, si arrovella per trovare nuovi modi di scrivere le stesse cose di sempre. La ragazza, ormai da mesi, non trova più qualcosa da scrivere che valga la pena scrivere e poi spacciare per lettura irrinunciabile.

Le parole, che ha sempre faticato a trovare, ora sono nemici contro cui combattere, prede da stanare che le sfuggono sdegnate. Non ha più voglia di costruire un discorso che scorra così bene, di mettere in fila le parole sì da farle sembrare più eleganti del reale. Ci ha provato, per un po’, costringendosi a restare in esercizio almeno il minimo sindacale. Ma forse, chissà, è proprio il caso di arrendersi e rendersi conto che quel lavoro non fa per lei. Prima o poi gli altri si accorgerebbero che quel talento non c’è mai stato e allora la situazione diventerebbe sgradevole, le lodi immeritate si trasformerebbero in sguardi condiscendenti. La forma c’era in apparenza, il contenuto pareva esserci ma nella realtà latitava, né sicuramente c’è adesso.

Meglio che continui a giocare e che faccia quel che effettivamente è in grado di fare.

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11 Responses to “State of the affair”


  1. 1 utente anonimo 18 marzo 2010 alle 13:45

    Noo, dai, che è sta storia?Francamente non mi sembra che scrivi troppo male, le cose hanno sempre una forma discorsiva che apprezzo perché se ne 'scende' facilmente (che detto così sembra brutto), insomma la lettura è piacevole.Poi, non è che io sia un grande lettore né uno molto critico su ste cose, però insomma ti dò un +1.PS: ma che cacchio mi devo registrare a Splinder per commentare con nome?? Mò indovina chi sono…

  2. 2 utente anonimo 19 marzo 2010 alle 00:41

    La forma è ottima, la capacità critica anche.Il problema non è nel soggetto, ma nell’oggetto.Parlare dei videogiochi oggi è spesso parlare sul nulla.E’ normale che una persona onesta intellettualmente perda lo stimolo a scriverne.Quella ragazza al massimo può spaziare in altri argomenti, smettere di scrivere sarebbe un delitto.KsW

  3. 3 utente anonimo 19 marzo 2010 alle 20:41

    Non è proprio il caso di svalutarti così… il livello dei tuoi commenti mi sembra essere sempre rimasto altissimo, io resto sempre in fiduciosa attesa di qualsiasi tuo scritto a riguardo (o sulla cultura dell'enterteinment in generale). ;)Skull Kid

  4. 4 utente anonimo 21 marzo 2010 alle 19:55

    Ma dimmi te…Ero passato da queste parti proprio per chiederti una cosa che riguardava questo argomento (lo scrivere).Evidentemente ho un pessimo tempismo. O forse sei tu ad averlo.Se cambi idea, o ti interessa sapere ciò di cui ti volevo parlare, lascia un messaggio subito dopo il "BIP".Biz 

  5. 5 Misurino 21 marzo 2010 alle 20:53

    Concordo con gli altri Shari. Non svalutarti così, perchè non telo meriti.Di solito non amo leggere, anzi, quando leggo qualcosa mi stufo o mi addormento, ma giuro che le tue parole non mi fanno questo effetto! E se riescono a tenere attaccata allo schermo una pigrona come me, bè dovresti esserne fiera!Visto che tu a differenza di tanta altra gente ( io per prima) sai scrivere BENE, con criterio e con una passione che riesci a trasmettere agli altri, ti consiglio vivamente di non smettere di scrivere. E' vero che spesso non si ha di che parlare, ma non scoraggiarti! Se non ci sono cose interessanti, puoi sempre rendercele interessanti tu Shari!! :)Misu

  6. 6 Em1x 24 marzo 2010 alle 03:54

    Hey, vedi di non cazzeggiare. Non capisco o non conosco le ragioni alla base del tuo tuo sconforto, in fondo sei una donna e quindi sei un essere insicuro per antonomasia, quindi ti perdono :)Ma serve davvero che io ti dica quanto ho apprezzato tutto il tuo scibile in questi anni? No, perchè se serve fai conto che te l'abbia appena detto.ti stimo, amica immaginaria, e sono certo di non essere l'unico.Vuoi continuare a fare quello che sei in gado di fare? Benissimo, fallo, qualsiasi cosa sia. Solo non smettere di scrivere.Un abbraccio immaginario, una pacca sulla spalla e fai conto che ti abbia offerto una birra immaginaria.Respect.

  7. 7 utente anonimo 24 marzo 2010 alle 23:28

    Donna.Vuoi scrivere? Allora non solo PUOI, ma DEVI scrivere.Non ci sono dubbi che tengano. Le persone intelligenti hanno dei dubbi, è parte della loro indole. Ma allora? Orde di bimbiminkia e pseudointellettualucoli riempiono pagine e pagine – web e non – con le loro stronzate e la tua ottima prosa non sarebbe degna di trovare spazio in questo mondo?Come disse qualcuno prima di finire in un profondo baratro, "questa è follia".Riordina le idee, supera il periodo poco fertile (capita a tutti, per un motivo o per l'altro) e torna a imbracciare la penna.Perché vuoi, perché puoi e perché devi.- Ire/Sally

  8. 8 ShariRVek 24 marzo 2010 alle 23:58

    Onestamente avevo intenzione di non rispondere, per consolidare la mia risoluzione anche agli occhi dei gentili lettori, però lo faccio per precisare un paio di cose. Anzitutto grazie a tutti coloro che hanno ritenuto opportuno lasciare un messaggio di comprensione o meno su questi lidi… nel mio autocompiacimento posso anche ritenermi contenta che qualcuno si sia preoccupato di spendere delle parole per elogiare (ancorché esageratamente e immeritatamente) quanto da me scritto in questi anni. Ciò nonostante, resto sulla mia decisione: averci provato mi ha semplicemente aiutato a capire quanto la cosa non faccia per me.Non significa che se mi verrà in mente qualcosa da scrivere, delle considerazioni su quel che sta interessandomi in quel momento, mi tratterrò a forza dandomi le bacchettate sulle dita non appena proverò anche solo ad avvicinarle alla tastiera. Semplicemente, come tanta altra gente in possesso di un blog (e di un account su forum) su questa terra, scriverò solo di quel che mi interessa e su cui ho qualcosa da dire, senza impegno. Ma occuparmene professionalmente, beh… ripeto, non ritengo di essere idonea. Grazie lo stesso. 🙂

  9. 9 utente anonimo 30 marzo 2010 alle 09:39

    cioè, fammi capire: se non sei adatta tu allora che bisogna dire della marea di pseudogiornalisti e/o recensori improvvisati che infestano persino le testate più in voga?ci sta che tu abbia un periodo di scazzo, ci sta anche che in questo momento in effetti non trovi roba stimolante sulla quale scrivere, non so: appiattimento dei generi, qualità infima dei prodotti, clichè ripetuti negli anni fino alla nausea…. ci sta.ci sta anche il gusto personale, magari non c'è nulla che ti piaccia così tanto da innescarti la scintilla. insomma ci sta.non ci sta il piglio rassegnato e rinunciatario che trasuda dall'articolo e dal commento.il blog è tuo, puoi scrivere di ciò che vuoi, mica per forza di videogiochi!ritengo sia un vero peccato, uno spreco, il lasciar perdere tutto.ok, essere alieno, abbandona immediatamente il corpo di questa donna e restituiscici la nostra Virginia!

  10. 10 utente anonimo 30 marzo 2010 alle 09:41

    Ok, l'utente anonimo di cui sopra sono io, Black75, Vincenzo Cutroneo per alcuni (quelli che non conoscono la mia vera natura)… non ricordo più le credenziali per loggare su Splinder, mannaggia ammè! 🙂

  11. 11 ShariRVek 30 marzo 2010 alle 12:17

    Ehilà! XDDDTranquillo… ho appena scritto che se mi verrà in mente qualcosa da scrivere su questo blog lo farò, che sia di videogiochi, di Giappone o di progetti di traduzione in cui sono e sarò coinvolta. Professionalmente not so much, temo. E credo anche che la decisione sia definitiva, per come stanno le cose attualmente: chiaro che sia impossibile dire con certezza cosa ci porterà il futuro, ma la mia area d'interesse (e qui alfine lo confesso) è sempre stata la localizzazione, più che la scrittura.Alla prossima! 🙂


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Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

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