Quantity over quality

Quell’overdose che maschera la mancanza di reale spessore

 

Il sunto dell’espressione ‘tutto fumo e niente arrosto’: Soulcalibur IV arriva a utilizzare animazioni e sfondi del predecessore e si ripresenta unicamente spolverato di sfavillanti lustrini che stancano a breve. Non cambiare non è necessariamente un male, ma far finta che sia il contrario fa rima con disonestà

Da qualche parte, in un recesso non troppo recondito dell’animo del videogiocatore, si annida in agguato la convinzione che quel che ha o mostra di più varrà immancabilmente più di qualcosa che non schiude la propria ricchezza e profondità all’istante. Consci di ciò, gli sviluppatori assillati dalle scadenze ne approfittano per saturare e imbellettare il preesistente, non modificandone l’essenza generale e diluendola in un catino d’acqua dolce. Soulcalibur IV, il titolo che apre lo spazio recensioni di questo mese, è un esempio lampante dell’applicazione di tale procedimento: tanti personaggi ridondanti che non mancano di portar fuori dal solco la serie e abbagliano gli astanti con una fantasmagoria di luci e fuochi d’artificio che, una volta svaniti, rivelano nient’altro che lo stesso, identico sistema di gioco, sotto certi aspetti divenuto meno interessante e più scomodo di quanto non fosse agli esordi e sotto altri ormai incline a mostrare i segni del tempo.
    Non bisogna, ovviamente, cadere nell’eccesso opposto e affermare che tanta carne al fuoco sia sempre indice di qualcosa che non va, perché sarebbe comunque un errore. È quanto la stessa carne sia saporita ciò che realmente dovrebbe contare, non quanta se ne ingerisce per compensare la sua mancanza di gusto. La chiave di volta del problema risiede forse nella smania di voler tutto subito, nell’horror vacui che spinge a chiedere costantemente qualcosa in più, non importa quanto sostanziale all’esperienza in corso o coerente con essa; esigenze, queste, chiamate in causa anche dalla questione della durata dei videogiochi e la conseguente tendenza ad allungare artificialmente il tempo necessario a concludere un playthrough nella speranza di non venir accusati di pigrizia e criticati per la brevità dello stesso. In verità, ogni esperienza dovrebbe possedere una sua durata ideale, e volergliene imporre una maggiore significa il più delle volte appesantirla con un carico superfluo che quasi inevitabilmente palesa la sua natura di aggiunta posticcia.
    Spezzare la catena, in questo caso, dipende solo dall’utente finale, quello che fatica a gettare la zavorra del materiale inutile, al quale vorremmo sottoporre uno spunto di riflessione: è meglio un gioco di venti ore dense di significato e di contenuti da scoprire o uno da sessanta di cui la metà trascorre nella noia di azioni ripetitive e prive di qualsivoglia attrattiva?

[Da Game Pro 015]

[Giusto per non lasciare abbandonato il blog, ecco un editoriale di riflessioni sempre valide che mi risparmia per ora dallo scrivere qualcosa da zero ;P]

Annunci

8 Responses to “Quantity over quality”


  1. 1 Antonio1394 15 maggio 2010 alle 19:40

    Gentile Sig. Virginia Petrarcaapprezzo tantissimo la sua passione, ma soprattutto la professionalità e serietà e cura che mette in ogni suo articolo e traduzione.Le chiedo, se mi può rispondere, senza nessuna polemica….Perchè…Perchè…ha accettato, e quindi, voluto interpetrare il ruolo di una programmatrice (insieme a Vincenzo Lettera) di videogames per conto della BSS (Idra)?Sperando in una sua risposta le posso dire che, nonostante la delusione del momento, continuerò a seguirla ed apprezzarla come sempre.Ringrazio anticipatamente della risposta.Cristian

  2. 2 ShariRVek 15 maggio 2010 alle 21:03

    Ciao,chiedo scusa, ma non ritengo opportuno portare su questi lidi, dove si parla di ben altro con altri toni e soprattutto si schivano come la peste polemiche di tal genere, una faida nata su presupposti sbagliati e da moventi dubbi. Faida, peraltro, risalente a mesi e mesi fa e che mi sembra proprio il caso di cominciare a lasciare a prender polvere nel dimenticatoio dove merita di stare.Non intendo alimentare alcunché; ad ogni modo, io non ho acconsentito a interpretare alcuna parte in quanto non ho interpretato alcuna parte. In nessun punto, peraltro, mi sembra si specifichi cosa rappresentino le immagini di repertorio passate sullo schermo né chi siano le persone finite nelle riprese. Ed è tutto quel che ho da dire su questa faccenda.Il mio blog non è il luogo per perpetuare certe diffamazioni e calunnie o cercare di impelagarmi in attacchi spiacevoli e inopportuni, vorrei fosse chiaro. Vi prego di rispettare la mia volontà e di non insozzare il mio angolo personale con accuse gravi e infamanti rivolte a chicchessia.

  3. 3 Antonio1394 15 maggio 2010 alle 21:26

    Gentile Sig.ra Petrarca.Innanzitutto non era mia intenzione fomentare polemiche, e se prova un po' a rileggere con calma, vedrà che il mio tono è più malinconico e dispiaciuto che tendende a continuare vecchie faide (che nemmeno conosco) oppure calunniare con cattiveria (non sono proprio il tipo) e soprattutto da suo estimatore, non sono qui certo per attaccarla… anzi…Mi spiace molto che risponda con un'acredine contro di me, un acredine che forse non è richiesta… magari mi bastava un :"è stato effettuato un lavoro in modo poco professionale, dove le immagini di repertorio possono ingannare le persone poco attente come lei"…mi sarebbe bastato una cosa del genere…invece il suo acredine, che ritengo ingiustificato, affiora in me dei dubbi su … una sciocchezza che lei ha commesso in passato (e che spero non rifarà più), ma che è dura ammetterla…Nonostante questo, magari anche l'antipatia che adesso proverà verso di me senza nemmeno conoscermi, non lederà ai miei occhi la bontà di tutto quello che ha realizzato e che realizzerà in futuro. Continuerò a stimarla ancora come ho sempre fatto.La prego di accettare i miei più cordiali saluti e spero che le faccia piacere che continui a seguirla.Cristian

  4. 4 utente anonimo 17 maggio 2010 alle 09:30

    Uhm…. comunque, parlando dell'articolo:trovo la questione quantomai attuale. E si, perchè fra SFIV e SSFIV il beat'em'up è tornato molto in auge! Personalmente ritengo che non sia un male che certe serie non si rinnovino, limitandosi allo resbrilluccicamento consentito dall'hardware più recente. Non entro in merito al discorso strettamente legato a Soulcalibur, serie che abbandonai su Ps2 (con il terzo episodio, se non erro), magari inquinato nel concept da Darth Vader e Yo(da)gurt (ma è Danone vero?), ma faccio un discorso più in generale.Chi ha davvero tentato di "rinnovare"? Namco con Tekken? Midway con Mortal Kombat? Ad oggi ritengo valide le serie di Tekken, Dead Or Alive (che pare possa essere imbastardita proprio come Soulcalibur nel prossimissimo futuro), Guilty Gear e… ovviamente Street Fighter, morto dopo il II° e rinato adesso a nuova vita. Manco a dirlo le ultime 2 serie sono bidimensionali.  O meglio, SF ha tentato la via della terza dimensione, ma voglio proprio dimenticarne i disastrosi risultati. Capcom si presenta oggi con una mossa molto coraggiosa: il ritorno alle origini! Tutto è rimasto fermo, immobile, come se il tempo non fosse mai passato. Lo sbrilluccichìo aggiunto è lì di contorno, mero contorno, lo zucchero che non guasta la bevanda insomma… cosa preferiamo infine, il nuovo MkVsDCuniverse o il "vecchio", in tutti i sensi, SSFIV???Di certo il "vecchio", con le sue meccaniche tanto rigide quanto perfette.A me inserendo il disco nel tray sembra di tornare indietro nel tempo, a quando c'erano le sale giochi affollate, a quando si faceva la fila per fare una partitina…. a quando con i videogiochi ci si divertiva davvero!Yours,Black75.

  5. 5 ShariRVek 17 maggio 2010 alle 13:14

    Ma guarda, non è che si tratti tanto di rinnovamento… fermo restando che ritengo che una cosa vada riaggiustata solo se ne ha veramente bisogno (a che pro pasticciare con il Super Attak se un vaso è perfettamente intatto?), io intendevo più che altro che a parer mio la sostanza di un gioco non si calcola in base alla quantità di vestiti, di opzioni e di oggetti extra da collezionare e quando il volume è costituito esclusivamente da questi orpelli superflui a parer mio non si può considerare valore aggiunto. Poi Soulcalibur IV era solo un case study in quanto io credo che tutta la mole di materiale superfluo (fra cui annovero i personaggi non pertinenti allo scenario come i Darth Vader e gli Yoda che tu citi) che è stato posato sulle sue spalle serva solo ad allontanare il focus della serie sulla coerenza e sul sistema di combattimento, non tecnico quanto un Virtua Fighter né accessibile quanto un Tekken. Ma il discorso si può applicare a tutti i tipi di videogiochi: facendo un salto indietro, mi viene in mente Donkey Kong 64 e la sua quantità improba di pellicole per la macchina fotografica, banane, monete & mazzi vari da raccogliere che alla lunga faceva perdere il segno.

  6. 6 utente anonimo 18 maggio 2010 alle 11:15

    Beh…. forse la colpa è un po' nostra. Dico "nostra" non nel senso tua o mia…. Nostra di chi si lagna allo svilimento per la scarsa durata, in termini di contenuti, di un determinato titolo. Non sempre si ha un vantaggio quando si viene accontentati.Black75

  7. 7 ShariRVek 19 maggio 2010 alle 08:55

    Infatti è anche la mia conclusione… molti dei mali dell'industria derivano dalle continue lamentele del cosiddetto zoccolo duro, o detto in altri termini del nucleo medio dello hardcore gamer.

  8. 8 Misurino 19 maggio 2010 alle 14:46

    Per me è un ottimo articolo che potrebbe benissimo rivolgersi a tanti altri videogiochi (come FFXIII)… e non solo! Anche film, libri, fumetti… Ma sembra che veramente a pochi intreressi la qualità di un prodotto, ormai basta avere un prodotto e BASTA, possibilmente bello esteticamente e che hanno tutti."è meglio un gioco di venti ore dense di significato e di contenuti da scoprire o uno da sessanta di cui la metà trascorre nella noia di azioni ripetitive e prive di qualsivoglia attrattiva?"Appunto è questo il difficile. Per me un equilibrio tra entrambe le cose sarebbe l' ideale.


Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




In ottemperanza al provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si informano i visitatori che questo sito utilizza i cookie per effettuare statistiche del numero di visite in via del tutto anonima. Proseguendo con navigazione si presta consenso all'utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni si prega di consultare le politiche sulla privacy di Automattic.

Achtung spoiler

Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

Last Game Pro issue

In progress

Gioco a:
Layton Kyoju Vs. Gyakuten Saiban (3DS), L.A. Noire (PS3)

Leggo:
Il seggio vacante, Le cronache del ghiaccio e del fuoco, Il manga

Guardo:
Recuperi cinefili vari (ultimo visto: Ralph Spaccatutto), L'ispettore Coliandro

Now Tweeting

Errore: Twitter non ha risposto. Aspetta qualche minuto e aggiorna la pagina.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: