The Japanese Way of Life

Ovvero, il Giappone non è solo la paradisiaca landa dei videogiochi, degli otaku e delle riviste hentai sulle prime file delle rastrelliere dei conbini, ma è anche il Paese…

… del tre per due obbligatorio: se volete acquistare una (e una soltanto) lattina con il bollino dell’offerta “prendi due paghi uno” in uno hyakuen shop, rassegnatevi all’obbligo di portarne comunque due in cassa se non volete che vi si guardi con espressioni stranite e vi venga spiegato tredici volte che l’articolo è in offerta, come si fa con i bambini affetti da un leggero ritardo mentale. Posto che non abbiate desistito in favore di un più pratico distributore automatico, l’altra lattina potrete sempre gettarla via di nascosto, regalarla al primo passante o ingurgitarla comunque per il simpatico effetto “vescica esplosiva”;

… dei coni stradali, presenti nelle più disparate nonché psichedeliche tinte e in un’ampia gamma di livree. L’habitat è talmente favorevole che i coni sono stati visti scambiarsi effusioni e di conseguenza accoppiarsi (cfr. Rat-Man Enigmistico), dando alla luce un’intera nidiata di conetti che si dispongono poi in circolo;

… dei negozi ubiqui, ovvero delle catene che disseminano di punti vendita un intero quartiere. Imprinting del marchio? Non solo. Nel caso degli otto Liberty Store presenti ad Akihabara, per esempio, si tratta di una necessità logistica scaturita dalla quantità impossibile di merce d’ogni genere che porta ciascuna filiale a trattare una diversa categoria d’articoli. Nel caso dei tre enormi 7-Eleven a un isolato di distanza ciascuno, invece, la cosa acquisisce già meno senso;

… delle zuppe di azuki calde in lattina (una delizia incommensurabile);

… della strawberry shortcake;

… delle mele col vestitino;

… degli impiegati di banca che si stressano se costretti a dire che la vostra carta di credito non è abilitata al prelievo presso il loro istituto;

… degli easter egg nascosti nelle ambientazioni esplorabili;

… dei bonzi che timbrano l’abbonamento del treno (peccato non aver fatto in tempo a scattare la foto);

… dei manga usati a meno di un euro per volumetto;

… dei manualoni di Gyakuten Saiban reperiti nuovi di zecca sugli scaffali del negozio di elettronica più grosso di Akihabara (Yodobashi Camera, per la cronaca) e mai una sola volta usati, in nessuna libreria;

… delle confezioni multistrato (scatola dell’oggetto, bustina di cellophane, involucro di carta protettiva e lussuosissimo shopper spesso fermato in cima da nastro adesivo);

… dei pullman di Hello Kitty;

… dei pullman di Totoro (siamo in netta risalita);

… degli omini che deviano e degli omini del semaforo, variazioni di una stessa specie di partenza;

… degli alberghi economici in cui si viene omaggiati di bustine di tè verde complete di tazze, bollitore e piastra. Provate a cercarle in un albergo italiano di medesima categoria e probabilmente troverete una macchia d’umidità o una crosta di ruggine;

… degli avvisi di far attenzione ai piedi salendo sulle scale mobili o in metropolitana, ripetuti ossessivamente ogni pochi secondi;

… degli avvisi sonori in generale (sempre preceduti e seguiti da un jingle a tre note inconfondibile);

… dei cavi che oscurano i cieli e dei pali rinforzati con mille tiranti;

… dei fazzoletti di carta velina (però in regalo!);

… dei commessi che cercano di venderti di tutto non appena ti avvicini a qualcosa con aria vagamente interessata o anche no;

… dei camerieri complessati verso l’avventore straniero, non importa che sappia o meno comunicare in giapponese;

… delle librerie dove si passa il tempo a sfogliare interi settori perlopiù indisturbati, cosa che ovviamente non sei il solo a fare e che quindi comporta inevitabilmente il districarsi fra densi grumi di folla;

… degli stuzzicadenti. I più acuti lo avranno capito considerando i nomi pseudonipponici di alcune famose marche reperibili da queste parti, ma a ulteriore dimostrazione giunga il fatto che, su due ekiben acquistati, entrambi contenevano uno stecchino amorevolmente confezionato accanto alle bacchette usa e getta;

… dell’incessante sirena della polizia che si ode sullo sfondo dei panorami tokyoti praticamente come rumore fisso;

… delle riviste di pornografia ferroviaria per otaku dei treni;

… di tutto questo e almeno il doppio di cose che al momento sto dimenticando di citare. Per sicurezza, concludo infatti con un “fine prima parte”.

(to be continued…?)

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9 Responses to “The Japanese Way of Life”


  1. 1 utente anonimo 20 luglio 2010 alle 23:50

    (to be continued…?)Spero proprio di sì.Il tuo Giappone in pillole mi ha interessato, sorpreso e divertito.K’s w

  2. 2 utente anonimo 21 luglio 2010 alle 09:21

    ".. degli easter egg nascosti nelle ambientazioni esplorabili;"questa è bella! :Dsi, cmq fa piacere il Giappone raccontato come fai tu!(Black75)

  3. 3 ShariRVek 21 luglio 2010 alle 10:48

    Finalmente sono riuscita a trovare un modo giusto di raccontare i miei viaggi, donc :DEd è bello vedere di avere sempre qualche fedele lettore come voialtri, che ringrazio dal profondo del cuore e saluto affettuosamente :333333

  4. 4 ShariRVek 21 luglio 2010 alle 10:51

    Ah, dimenticavo, quella degli easter egg è Vera ma Veramente Però (cit.): guardando con attenzione si scovano mille e uno dettagli affascinanti, deliziosi, buffi o semplicemente assurdi. Dai tombini decorati alle libellule di ferro battuto sopra i lampioni per arrivare a pupazzi di Goemon in bilico sulle insegne dei ristoranti… XD

  5. 5 utente anonimo 21 luglio 2010 alle 11:26

    Prima o poi DEVO andarci in Giappone!E' un chiodo fisso che ho da bambino… voglio una foto notturna ai piedi del Gundam illuminato!Voglio fermarmi ad una spaghetteria ambulante, assaggiare quelle specie di uova stranissime di riso (quelle che si vedevano in tutti i cartoni insomma) e mò voglio pure provare quella roba in lattina che hai fotografato.Voglio vedere il Giappone moderno, così come quello antico… quello da samurai (e ninja)!Speriamo prima o poi di riuscirci ^_^'Tu intanto se non ti spiace continua a descrivere i tuoi viaggi… anche se non commento spesso passo sempre a leggere![Black75]

  6. 6 utente anonimo 29 luglio 2010 alle 17:31

    Santi numi, che invidia!!!!!:)))A questo punto quasi quasi ti chiederei di vedere delle foto….A strapresto!ViewtifulMee;)

  7. 7 ShariRVek 5 agosto 2010 alle 09:32

    Ma carissimo!!! :DNon sai quanto sono contenta di risentirti… e a prestissimo sì: guarda che io su un altro caffettino volante ci conto, magari approfittando delle ferie estive (se ce ne sono, ovviamente). Non t'importuno su MSN perché ti immagino sempre stracarico, ma se ho il tuo permesso… XDComunque, la galleria fotografica c'è! Eccotela qui:http://sharirvek.splinder.com/post/22789885A risentirci *___*Per Black75:Le "uova di riso" probabilmente sono gli onigiri, le polpette di riso compattato talvolta ripiene e talvolta no, e garantisco per la loro bontà! La roba in lattina è già di livello più advanced, nel senso che bisogna abituarsi all'idea di mangiare/bere una zuppa di fagioli rossi dolci. Una volta fatto, però, quel sapore diventa una specie di droga. Suggerisco anche di caricarsi un bento, ovvero il cestino del pranzo, alla stazione ferroviaria di Tokyo. Che lo si mangi o meno in treno, è un'esperienza! E poi mille altre cose, fra le quali irrinunciabile è anche una capatina a Kyoto: basta vedere un po' fuori dal centro perché scoppi l'amore, o almeno per me così è stato!Ciao ciao!

  8. 8 utente anonimo 5 agosto 2010 alle 12:51

    ma quando mai? permettiti quando vuoi, io sto in piena start up di una cosa ma mi fanno solo piacere due chiacchiere!!!Per quanto riguarda il caffè, io ti direi purepure domani postlavoro!:)Viewtifulmee

  9. 9 ShariRVek 7 agosto 2010 alle 22:56

    Cappio, letto troppo tardi, scusa T_T Purtroppo non avrei potuto, sono a Milano per il week end… ma direi che ci si riaggiorna già a partire dalla prossima settimana direttamente su MSN! 😀


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Achtung spoiler

Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

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Gioco a:
Layton Kyoju Vs. Gyakuten Saiban (3DS), L.A. Noire (PS3)

Leggo:
Il seggio vacante, Le cronache del ghiaccio e del fuoco, Il manga

Guardo:
Recuperi cinefili vari (ultimo visto: Ralph Spaccatutto), L'ispettore Coliandro

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