Quale Tokyo preferisco

Voi direte: una maniaca di videogiochi non può non restare folgorata dalla vista dei chilometrici grattacieli di Shinjuku e Roppongi, che ospitano gli uffici delle megacorporazioni videoludiche più potenti del momento o che compaiono in un certo manga apocalittico di CLAMP. Da brava antisociale non può non rimanere ammirata dalla loro immacolata pulizia e dall’assenza di esseri umani così come di qualsivoglia distributore di bibite o conbini per le strade di Ginza.
E invece no. Odio tutto questo, ma chi ha letto con attenzione i miei diari del 2009 forse già lo sapeva.


Seriamente, io in quest’immagine scattata nella parte ovest di Shinjuku, diretta verso il Tokyo Metropolitan Government Building, non vedo granché di bello. È come se ogni caratteristica peculiare del Paese in cui ci si trova fosse stata spazzata via, pressata sotto il rullo di una schiacciasassi che all’altro capo restituisce un diorama perfettamente uguale per ogni città del mondo dove esistano quartieri come questo. Ogni volta che sono finita in posti così, ho finito col provare una grande tristezza accentuata, anziché diminuita, dai centri commerciali ultra-glamour e ultra-occidentali che circondano la stazione. Nonché dall’assenza di una qualunque cordialità e di un qualunque rapporto umano.

Giusto per tentare di far comprendere quanto possa cambiare l’atmosfera all’altro lato della città, dalla mattina al pomeriggio, e di cosa invece mi piaccia davvero quando giro per le strade di Tokyo (come di Kyoto, Kamakura, quelchepareavoi e non solo in Giappone, ma ovunque):


Ritrovarmi in una scena presa di peso da un manga, ma non solo: trovare gente che per poco non ti insegue per farti assaggiare una delle sue fenomenali fragole, che ti chiede se conosci l’anmitsu e s’illumina se le rispondi di sì, vedere i cavi che s’intrecciano sopra la testa e viuzze strette con caffetterie e negozi di bento e chincaglierie. Sentire canzoni melodiche anni ’40 provenire dalla facciata di un negozio. Ma anche immergersi nel caos alla buona di Akihabara (se non fosse per i turisti… no wait, lo sono anch’io), entrare in un ristorantino di soba o in un kaitensushi, vedere che attorno a te si svolgono scene di vita e godersi i colori, fermarsi davanti a un tempio shinto, restare basiti davanti al prezzo della frutta. E vedere qualcosa di lindo e perfetto sì, ma non completamente privo di vita. Preferisco esplodere per la sovrabbondanza di input sensoriali piuttosto che avere la desolazione attorno a me. A dir la verità l’ho sempre preferito, e proprio per questo non riesco a capire il senso del centro di Tokyo.

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5 Responses to “Quale Tokyo preferisco”


  1. 1 utente anonimo 29 settembre 2010 alle 13:48

    Eggià, purtroppo l'asetticità e l'impersonalità dei grandi centri urbani è qualcosa di enormemente radicato.Londra come Tokyo, le viuzze misconosciute e quelle probabilmente "da evitare poichè pericoloserrime"sono sempre quelle più interessanti, affascinanti e descrittive di un luogo e della sua cultura.I centri, invece, non fanno altro che sintetizzare e riprodurre in ingrandimento 100x quelle che sono le derive della quotidianità alienante e standardizzata dell'attuale mondo, esasperatamente capitalistico(pure in quella Cina che tanto orgoglioso sfoggio fa di bandiere rivoluzionarie)e nullificante dell'unicità individuale.Purtroppo non vi è nulla che suggerisca un'inversione di tendenza giacchè, tutte le soluzioni ambientaliste radical-chic e human-friendly tanto di moda ora, altro non fanno se non perpetuare la via già tracciata nei decenni passati da un sistema che, ora, abbisogna di maggiori colori e illusorie promesse di redenzione mondiale per continuare a triturarci tutti, come il professore in "The Wall" macinava gli studenti nel tritacarne.Fattanz.

  2. 2 Misurino 30 settembre 2010 alle 21:47

    E' un argomento che avrei sempre voluto trattare (o su cui ci ho sempre fatto un pensierino), ma per un motivo o per l' altro alla fine non l' ho fatto. E' davvero un confronto interessante Shari, semplice ma particolare. alla fine mostra sempre la doppia medaglia del Giappone: quella parte super industrializzata, moderna e tecnologica, e quella invece più tradizionale e popolare che ha tutto il suo fascino! 🙂

  3. 3 utente anonimo 9 ottobre 2010 alle 11:30

    Sono d'accordissimo! Il Giappone che ho sempre avuto in testa non è mica quello della foto nei pressi della stazione di Shinjuku… ma quello dell'altra foto! Quello si che mi piacerebbe visitarlo! Ovvio: una sbirciata alla lavagnetta degli annunci della stazione a Shinjuku gliela darei volentieri, insomma, non si sa mai che annuncio si potrei trovare sotto le fatidiche lettere "XYZ"… ma poi fuggirei a gambe levate dall'asettico luogo.yours,Black75

  4. 4 utente anonimo 10 ottobre 2010 alle 12:23

    E grazie a dio, a nessuno può piacere quella roba :/Peccato che i videogiochi escan fuori da lì, da certi punti di vista.Ma dirlo è quasi ipocrita, siccome ne compre un pacco. 😀 :/ :(Furulu

  5. 5 ShariRVek 13 ottobre 2010 alle 14:07

    Ahah, Black, pensa che qualcuno sulla lavagnetta della stazione ci aveva scritto davvero "XYZ", quando ci siamo passati noi… XDDDDDDDDDDDDDDA parte quello, stazione di Shinjuku e centro commerciale annessi sono già di loro sconfortanti nel loro criptico labirintismo T_TSai cos'è, Misu? Alcune persone, da quel che leggo in giro, sono rimaste affascinate soprattutto dai palazzoni dell'area centrale di Tokyo, proprio perché, probabilmente, si tratta dell'immagine del Giappone più spesso data in pasto ai profani a fianco del torii di Miyajima per mostrare "i contrasti del Sol Levante". Ma quando ho provato ad avvicinarmi a Shinjuku e pure Hibiya, per non parlare di Ginza, sono rimasta quasi nauseata (non solo metaforicamente, purtroppo ._. ), al punto che penso di evitarli il più possibile. Ma vabbe', ce lo eravamo raccontato…


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Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

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