Posts Tagged 'annunzi'

Stand tall and shake the heavens, o del Perfect Works in italiano

Se questa notizia non farà tremare il cielo, sono certa che comunque renderà felice più di un fan italiano di Xenogears. Giocando questo capolavoro del JRPG si avverte la presenza pronunciata di un lore talmente debordante da non poter essere contenuto in soli due CD e nemmeno in quattro, a dirla tutta. Trama e personaggi a parte, tutto quel che in genere sarebbe considerato un contorno qui entra di prepotenza a far parte dell’unicum dell’opera, tanto che per comprendere appieno vari elementi del plot diventa quasi necessaria, da parte dell’appassionato, la consultazione di materiale cartaceo che fornisca tali dati collateralmente senza toglier spazio e tempo al momento della sessione di gioco.

Per questo possedere e leggere il Perfect Works diventa fattore per discernere chi ha realmente compreso ogni singolo risvolto come inteso dagli autori da chi si è fermato a godersi un’opera comunque mastodontica e indelebile: l’unico grande scoglio, sino a ora, veniva dalla lingua in cui è redatta la sua unica edizione ufficiale, dal momento che anche tra gli appassionati di gioco di ruolo alla giapponese sono in pochi a conoscerla a fondo quanto basta per comprendere ogni singola informazione ivi contenuta. Fino a ora, le traduzioni in italiano e in inglese del tomo sono rimaste incomplete o si sono rivelate piene di errori; pur non volendo in nessun modo asserire che il mio lavoro sia valido e accurato in modo definitivo (sono anzi sicura che vada rivisto, anche pesantemente, per eliminare imperfezioni e giapponesismi nelle costruzioni delle frasi, specie nei primi capitoli a cui ho messo mano), ho il piacere di annunciare che da ieri sera i capitoli centrali del Perfect Works sono tutti disponibili in italiano. Tutti potranno così, come me, scoprire la miriade di dettagli su cui la narrazione del gioco sorvola e che saranno altrettante interessantissime rivelazioni. Mancano soltanto alcuni capitoli a fine libro, come le biografie dello staff e alcune storie in appendice, di cui ho comunque intenzione di occuparmi a tempo perso. E il tutto beneficerebbe enormemente da un’impaginazione vera e propria, che permetterebbe di navigare con agio tra i numerosi schemi e diagrammi: non nascondo che, tempo permettendo, sarei disposta a occuparmene anch’io, ma se qualcuno si volesse offrire per l’ingrato compito sarebbe più che benvenuto!

Per ora gustatevi la lettura a questo indirizzo:

http://xenogearsitalia.jimdo.com/perfect-works/

E se vi va, fatemi sapere cosa ne pensate e se cambiereste qualcosa. Tengo moltissimo a questo progetto, come forse si sarà capito, e il mio più sincero desiderio è che sia presentato veramente al meglio. Solo un ultimo appunto: i nomi e le terminologie sono mutuati dalla patch italiana di Xenogears pubblicata dal gruppo SadNES City. Alcuni non aderiscono perfettamente a quelli originali giapponesi, ma sul sito trovate anche un raffronto delle varie lingue in un comodo specchietto. E ora… buona lettura!

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押忍!闘え!日本


東北地方太平洋沖地震災害、お見舞い申し上げます。

ににほんふぇいにふぇn 日本の方、全力をあげて頑張ってください。

(Sono vicina al popolo giapponese per il terremoto del Tohoku. Fatevi coraggio con tutte le vostre forze.)

State of the affair

C’era una volta una ragazza, molto appassionata di videogiochi per averli avuti come costanti compagni di vita da quando era alta così (inserire gesto con la mano orizzontale a un metro da terra), che un (bel?) giorno volle convincersi di essere brava a scrivere. Magari voleva farlo perché da tempo leggeva e rileggeva quel che tanti ragazzi, per lei simili a divinità irraggiungibili, scrivevano sulle pagine abbellite da titoli fucsia su fondo arancione e screenshot slavati di schermate sgranate i cui pixel trasportavano sogni. Leggeva e rileggeva fino a consumare le copertine e poi le pagine, fino a ritrovarsi con collezioni di PC Game Parade, di K, di Game Power e PC Zeta sempre rigorosamente aperte dalle destre di pubblicità con offerte dell’ultimo import a 129.000 lire.

C’era insomma questa ragazza, dicevamo prima di perdere il filo, che leggi e rileggi fino a imparare a memoria le battute di spirito, i lessici familiari, gli entusiasmi per l’ultimo JRPG Squaresoft e prima ancora le avventure LucasArts su PC pensò che dovesse essere davvero divertente, quasi quanto giocare, produrre quei testi così belli e scorrevoli sotto i suoi occhi. Non sapeva cogliere, né forse mai ha saputo farlo, cosa li rendesse tanto interessanti, ignorava quale fosse l’esatto modo per spingere un lettore a continuare riga dopo riga fino al termine della recensione o dell’articolo. Quando sbagliando si convinse che scriverli fosse anche facile, iniziò ad imitarli alla bell’e meglio, un termine abusato dietro l’altro, un costrutto grammaticale ardito e involuto dietro l’altro, proseguendo sulla via della propria conoscenza del lessico specifico una testata dopo l’altra, anno dopo anno, generazione di hardware dopo generazione di hardware. A furia di imitare la forma, magari anche a puntino, a qualcuno piacque quel che scriveva allora con poco sforzo, convinta com’era che bastasse riprodurre una superficie accattivante.

Magari nella sua testa sarà germogliato qualche pensiero interessante, come capita almeno una volta nella vita finanche al meno propenso verso l’attività intellettuale, ma la linea di demarcazione tra chi ha talento e chi non lo ha sta proprio fra il porsi limiti e non porseli. Quello bravo, ma bravo per davvero, è inesauribile nella sua inventiva e voglia di scrivere, non si ferma né si stanca, ha sempre qualche nuova idea da sviluppare, qualche riflessione da esternare e condividere col mondo. Quello non bravo si pone dei limiti, dice che se scriverà tutti i giorni senza interruzione presto non gli resterà più nulla da dire, teme di stancarsi, si arrovella per trovare nuovi modi di scrivere le stesse cose di sempre. La ragazza, ormai da mesi, non trova più qualcosa da scrivere che valga la pena scrivere e poi spacciare per lettura irrinunciabile.

Le parole, che ha sempre faticato a trovare, ora sono nemici contro cui combattere, prede da stanare che le sfuggono sdegnate. Non ha più voglia di costruire un discorso che scorra così bene, di mettere in fila le parole sì da farle sembrare più eleganti del reale. Ci ha provato, per un po’, costringendosi a restare in esercizio almeno il minimo sindacale. Ma forse, chissà, è proprio il caso di arrendersi e rendersi conto che quel lavoro non fa per lei. Prima o poi gli altri si accorgerebbero che quel talento non c’è mai stato e allora la situazione diventerebbe sgradevole, le lodi immeritate si trasformerebbero in sguardi condiscendenti. La forma c’era in apparenza, il contenuto pareva esserci ma nella realtà latitava, né sicuramente c’è adesso.

Meglio che continui a giocare e che faccia quel che effettivamente è in grado di fare.

AIOMI presenta ViGaMus, il Museo del Videogioco

Nel 2010 il primo centro italiano ed europeo dedicato alla cultura, all’arte e alla Storia del videogioco

ViGaMus (Video Game Museum), il primo Museo permanente europeo del Videogioco, nascerà a Roma nel 2010 e sarà parte integrante del centro studi e ricerche sul videogioco di AIOMI, l’Associazione Italiana Opere Multimediali Interattive – Movimento per la Cultura del Videogioco.

Grazie alla partnership del Comune di Roma e all’apporto di realtà di spicco nel settore dell’intrattenimento videoludico, il Museo del Videogioco si avvia a rappresentare il punto di riferimento nelle attività di promozione, valorizzazione e diffusione dei prodotti, delle opere e delle tecnologie passate, presenti e future, con la raccolta, l’analisi e la catalogazione di materiali che, oltre a preservare la memoria storica e artistica del videogioco, potranno essere da supporto documentale a iniziative didattiche, creative e divulgative interne ed esterne al centro e curate da AIOMI.

Vantando un’area espositiva e informativa di mille metri quadrati collocata in una zona centralissima della Capitale, il Museo permetterà infatti ai visitatori italiani e stranieri di esplorare la storia e l’evoluzione dei videogiochi in un percorso che ne delinea generi, personaggi, tecnologie e opere e che sarà arricchito da mostre tematiche, seminari, proiezioni, laboratori e altri eventi distribuiti nel tempo secondo una programmazione periodica. All’interno di tale programmazione un’attenzione particolare sarà rivolta alle relazioni fra il medium videoludico e gli altri media, focalizzando soprattutto sulla cross-medialità fra cinema, letteratura, musica e videogiochi.

Un museo, quindi, che va oltre la tradizionale esposizione permanente di tipo museale, divenendo il cuore pulsante di un centro di ricerca e divulgazione che ha come obiettivo primario quello di promuovere gli studi sul settore, proponendosi come fonte di iniziative volte a informare e formare e dare in tal modo una spinta decisiva anche all’industria dei videogiochi, e offrendo a molti giovani la possibilità di creare o perfezionare un percorso professionale nel più importante e completo settore dell’entertainment e nuovi media.

In un’ottica europea e internazionale oltre che italiana, il Museo del Videogioco si avvale, per garantire l’autorevolezza e la competenza delle sue iniziative, di un corpo direttivo che vede Marco Accordi Rickards nelle vesti di Direttore, Raoul Carbone in quelle di Amministratore e Bonaventura Di Bello nel ruolo di Curatore, ma anche dell’apporto di altri nomi autorevoli del settore, italiani e stranieri, quali membri del comitato scientifico di AIOMI.
[Da comunicato stampa sul sito di AIOMI]

Quo vadis, Link?

Lunedì 8 dicembre, ore 12.00 all’interno di GAMECON, Castel Sant’Elmo, Napoli: in poche parole, domani. È la data in cui terrò un incontro per ripercorrere la Storia di The Legend of Zelda e riflettere assieme su quali direzioni il franchise potrebbe intraprendere nell’immediato futuro (in poche parole, ipotizzare cosa diamine stiano combinando Aonuma, Miyamoto e soci all’insaputa di noi tutti). Se vi trovate da quelle parti, venite a fare un salto e aiutatemi a stabilire una bella atmosfera informale e di dialogo in cui scambiarsi proficue considerazioni sulla serie, da appassionato ad appassionato. Anche perché col vostro contributo potrei riuscire a vincere il panico da palcoscenico e un po’ della mia enorme timidezza in pubblico 😀
Un grazie a Metalmark per avermi praticamente costretta a uscire allo scoperto XDDDDD

UPDATE: Penso di poter dire, dopo aver raccolto i pareri, che l’incontro sia stato un successo. Sono contenta che vi sia piaciuto, e ringrazio ancora tutti per essere intervenuti. Un saluto a tutti quelli che sono venuti a presentarsi di persona subito dopo la conclusione!

Rise and shine

Ricevo, onorata e riconoscente, il banner di Brillante Weblog da SuperToad. Non so se davvero lo merito, ma so invece che me l’ha affibbiato perché non gli venivano in mente altri blog. Comunque grazie, sia mai che non sia contenta di un riconoscimento!

Copio e incollo il regolamento, che in effetti mi sa un po’ di catena:

Brillante weblog è un premio assegnato ai siti e ai blog che risaltano per la loro brillantezza sia per quanto riguarda i temi, che per il design. Lo scopo è quello di promuovere tutti nella blogosfera mondiale. Al ricevimento del premio bisogna:
1. Scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato mostrando il link del suo blog;
2.Scegliere un minimo di 7 blog che si ritengono brillanti nei loro temi o nel loro design. Esibire il loro nome e il loro link ed avvisarli che hanno ottenuto il Premio “Brillante Weblog”;
3. (facoltativo) Esibire la foto o il profilo di chi ti ha premiato e di chi viene premiato nel tuo blog.

E aggiungo (oltre al fatto che se si deve arrivare a premiar tutta la blogosfera il valore del premio si perde un po’) che se a rigore dovrei dunque postare link ad altri blog, me la cavo (anche per non imporre lo spam ad altri) segnalando che i blog che seguo quotidianamente e ritengo fermate obbligate, degni dunque del premio, sono tutti nella colonnina di destra. Più che altro, è che non riesco proprio a farmi piacere esteticamente il banner… XD
Grazie, grazie ancora!

Lite Arcadia

Agosto è il mese delle boiate e dei frizzi e lazzi e spruzzi pazzi (cit. il mio adorato Apecar), quindi A taste of Arcadia, approfittando dell’inizio delle mie ferie, si prende pure lui un periodo di semi-pausa e non sarà più aggiornato regolarmente (leggi: quando me ne vien voglia) con articoli e approfondimenti. Preferisco tenere i prossimi pezzi, che comunque continuerò probabilmente a scrivere durante l’estate, per un periodo più attivo. Continuerò ad aggiungere i Cool Guy che vorrete sottoporre alla mia attenzione, e magari qualche vaccata bonus di tanto in tanto, ma per il resto passerò questo periodo probabilmente a giocare fino allo sfinimento e a (tentare di) lavorare ai miei cosplay.

Au revoir!


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Achtung spoiler

Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

Last Game Pro issue

In progress

Gioco a:
Layton Kyoju Vs. Gyakuten Saiban (3DS), L.A. Noire (PS3)

Leggo:
Il seggio vacante, Le cronache del ghiaccio e del fuoco, Il manga

Guardo:
Recuperi cinefili vari (ultimo visto: Ralph Spaccatutto), L'ispettore Coliandro

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