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Minna kaimono ni ikimasho!

You've got a friend in Japan -- click now!

L’interesse per il Giappone tra gli appassionati di cultura popolare, di popoli e di lingue stranieri può assumere innumerevoli forme in illimitate combinazioni, per non parlare dell’intensità con cui questa passione viene sentita. Per chi vuole coltivare questo suo interesse acquistando prodotti autoctoni di qualunque genere, le strade che un appassionato può intraprendere sono solo tre: recarsi direttamente in Giappone (cosa che comunque va fatta, prima o poi), farsi spennare nei negozi fisici che vendono merce d’importazione con tutte le spese di dogana del caso oppure, la via più praticabile, acquistare direttamente online, se possibile da negozi siti direttamente in loco.
Il problema, ovviamente, sono i costi di spedizione, oppure il fatto che non è semplice trovare esattamente quello che si sta cercando o comunque un assortimento soddisfacente di prodotti, nonostante i prezzi più vantaggiosi. È per questo che quando sono incappata per la prima volta nel sito di cui sto per parlarvi non potevo credere ai miei occhi. J-Box (costola del più vasto J-List, che tratta anche articoli hentai e NSFW per ovvie ragioni al di fuori della giurisdizione di questo blog) tratta virtualmente ogni tipo di oggetto di origini giapponesi possa interessare al nerd giappofilo, e non solo, che è in noi. Il suo approccio tarato prettamente sulla pop culture di anime, manga e videogiochi lo rende di certo il luogo perfetto per trovare artbook, action figure e altri gadget su licenza. Ma chi volesse scavare di più vi troverebbe un vero e proprio covo di tesori, anche d’impostazione più tradizionale, che non per forza devono essere scansati dall’otaku occidentale classico in quanto possono aiutarlo ad ampliare il proprio spettro di conoscenze proprio a partire dall’aspetto geek. Sulle pagine di J-Box è possibile trovare bento box, ovvero i portapranzo giapponesi, e relativi accessori, libri per lo studio della lingua e di guida alle usanze e alla mentalità nipponiche, oggetti strambi (le bacchette decorate come light saber e il portacaramelle-R2D2 sono l’apoteosi del trash), tradizionali ciotole laccate per la zuppa, abiti per il cosplay, calendari, sezioni dedicate alla gadgettistica dello Studio Ghibli, di capisaldi dell’animazione o delle opere più in voga al momento (quelle che scatenano i meme di Internet, per intenderci), t-shirt e altri capi d’abbigliamento, snack griffati e tipici giapponesi (vagonate di Pocky e Kit Kat per voi), action figure, videogiochi per PSP e DS, inclusi dizionari elettronici su cartuccia, che mai e poi mai arriveranno dalle nostre parti (sebbene siano poco economici a confronto di negozi più specializzati). Tutto a prezzi eccellenti, di pochissimo più alti e senz’altro non triplicati su quello di listino, a spese di spedizione abbordabili e velocità di invio sorprendenti. Con l’EMS, ovvero la posta espressa, un pacco mi è giunto addirittura quattro giorni dopo la partenza dal Giappone.

Persino la pagina “chi siamo” non si limita a una sterile descrizione della compagnia ma spiega le molte particolarità della regione in cui gli uffici del negozio sono siti (la prefettura di Gunma, a due ore di treno da Tokyo e famosa per aver dato i natali a Mitsuru Adachi di Touch!)

Oltre a tutto questo, ogni pochi giorni un nuovo editoriale in homepage pubblicizza gli ultimi arrivi raccontando le avventure di un gaijin in Giappone, tra le usanze sul lavoro a quelle della vita quotidiana a fianco di moglie e figli del posto. Un ulteriore modo per scoprire tanti piccoli dettagli sconosciuti ai più. Tanto per dare un’idea del livello di dettaglio ancor più sbalorditivo se consideriamo la varietà della merce in vendita, molti dating-sime e visual novel hanno persino delle micro-schede dei personaggi e alcuni screenshot.

Se avete sempre sognato una cassa intera di Pocky di ogni tipo o di possedere un vero bento tradizionale in legno, questo è il vostro luogo. C’è anche una quantità di gadget legati allo Studio Ghibli, in particolare a Totoro (ma vi sconsiglio i DVD, troppo costosi)

Sono onorata che questa specie di paradiso in terra abbia accettato il mio blog come affiliato, il che mi permette per l’appunto di inserire il banner qui sopra e di aggiungerlo ai siti consigliati permanenti così da diffonderne la conoscenza. Potrete fare acquisti direttamente cliccando sull’immagine qui sopra o sul link testuale. Inoltre, se nel suo catalogo (aggiornato regolarmente) trovaste proprio quel che vi serviva, acquistandolo attraverso il collegamento dal mio sito mi aiuterete a non pesare sul mio discutibile budget con i prossimi (numerosissimi) acquisti su J-Box, per i quali accumulerò una percentuale in crediti. E se posso caldamente e sinceramente consigliare un sito per gli acquisti al tempo stesso facendo in modo che tutti ci guadagnino qualcosa, tanto meglio. So… pretty please? *occhioni*

LI. VOGLIO.

Il fatto che io abbia sempre fortemente rifiutato di inserire nei miei siti spam, banner e altri richiami promozionali di realtà assolutamente prive d’interesse, anche quando avrei potuto infischiarmene e mettere da parte qualche soldo per pagarmi il dominio di TLW.Net, dovrebbe far capire che in questo caso non è pura e semplice pubblicità. Se decideste di cliccare su uno di questi link, comunque, attenti a non perdervi nell’immensità di questo negozio: molti pomeriggi sono andati in fumo semplicemente browsando a ripetizione J-Box e facendo una coscienziosa cernita delle cose da comprare per non uscirne col conto in rosso.

Saa… minna kaimono ni ikimasho! (Andiamo tutti a fare shopping!!)

Lookalikes #4

 

A sinistra, Rajaion nell’unico artwork di lui esistente da Fire Emblem: Radiant Dawn. Non so perché vi sia una sua immagine quando degli altri personaggi solo nominati durante il gioco non c’è nulla. Per la cronaca: è il fratello maggiore di Almedha e Kurthnaga, è diventato la mount di Ashnard (perché, lo sappiamo, Ashnard è troppo Phygo per avere una viverna come tutti i Wyvern Knight), è un po’ morto e con un aiutino dal pubblico m’hanno anche riconosciuto due volte dopo aver riconosciuto il Ranulf (grande Andrea) che mi accompagnava (o meglio, che io accompagnavo). È già due volte di più rispetto a Nasir, dunque posso ritenermi soddisfatta di questo e della riuscita del costume. Che potete vedere a destra, per la cronaca.

È divertente cosplayare un morto: ti vengono in mente un sacco di pose. Just kidding.

Gallery: http://www.cosplay.com/costume/265043/

Lookalikes #3

Stavolta, non so perché o meglio lo so ma non voglio dirlo (semplicemente mi son dimenticata la normale disposizione), ho invertito l’ordine di artwork e foto. Dovrebbero comunque essere abbastanza distinguibili. A sinistra, io nei panni di Anthony da Eternal Darkness: Sanity’s Requiem; a destra, un’immagine in-game del povero messo di Carlo Magno.
Essere i primi a interpretare un personaggio in Italia e nel mondo, almeno documentandolo, fa sempre inorgoglire. Anche se nessuno e ancora nessuno ti riconoscerà mai.

Gallery, che rende particolarmente onore allo straordinario sistema d’illuminazione del gioco:

http://www.cosplay.com/costume/264542/

Paura e delirio a Lucca Comics

Nasir approva Lucca Comics e la raffigurazione pittorica dei draghi bianchi [libro courtesy of Crimsontriforce].

Incontrandosi quasi una volta all’anno e in una fiera di tali proporzioni, in una delle più belle cittadine italiane che io abbia mai visto, si generano sempre tanti aneddoti e storielle da raccontare ai nipotini nelle lunghe sere invernali. A questa Lucca non avrò partecipato tutti i quattro giorni, ma in quel week end passato assieme ai miei migliori amici si sono infatti concentrati tanti discorsi random e scene epocali quali non sarebbe possibile replicare in nessun’altra occasione né raccontare per esteso in un libro. Mi limito qui a mandare raggi d’Ammoreh all’indirizzo di coloro con cui ho diviso queste giornate, ovvero Crimsontriforce (Mono <3), Skull Kid (Wander <3), Sl88 (La Fotografa©) e Maurix (la scrivania d’ebano :3333333 ), più saluti assortiti alle guest star Sally (solo telefonicamente, purtroppo), WildAspen, Loki, Stevemcold e Noce e scuse a chi non sono riuscita a incontrare nel mezzo delle masse informi e urlanti. W la pizzeria Da Ninni, le colazioni dell’albergo quattrostelle a venti minuti dalle mura, l’ineffabile Nephandum, ALTTP/FS USA a 27 euro (solo cartuccia), Sir Henry Motherfucker e la trama di NMH2, le levatacce (sì, insomma) di domenica per correre a prendere il bento e guardare gli stand, i giapponesi pucciosi che aiutano gli studenti di lingua sul treno per Firenze e quelli che chiedono dove trovare i bento, le foto in cosplay, la riuscita del cosplay di Nasir (non riconosciuto da nessuno, ma vabbe’: mi basta sapere che facevo scena), la gente che cosplayava Melfice, Chopin, Gumshoe e Godot col visore funzionante, Dor e Min, il Colosso Sbarba, Ouendan ownato in hard, i finali in pairing di Radiant Dawn, le copertine di Dylan Dog che sembrano artwork di Majora’s Mask, le vagonate di soldi spesi la domenica per lo shopping selvaggio, il povero Jade rimasto nella valigia e, infine, la prenotazione delle stanze per il 2009 fatta l’ultimo giorno dell’edizione 2008. Più un altro fracco di cose, ovviamente.

Se vi interessasse dare un’occhiata all’ottantina di foto che ho scattato, eccovi la galleria di Photobucket: http://s110.photobucket.com/albums/n112/Shari_RVek/Lucca%20Comics%20and%20Games%202008/
A presto per le foto della gadgetteria acquistata!

Lookalikes #2

Qui dubito vi sia bisogno di indicare quale sia il disegno e quale la realtà; lui, comunque, è Lucius da Fire Emblem 7, per chi non lo conoscesse.

Non sono propriamente una sosia di Lucius: lui è biondo e già basterebbe questo. Ma la posa in stile portrait pixelloso ci voleva, nel servizio fotografico fatto a Lucca 2007 per il nostro gruppo di Fire Emblem.

Sofa hair

C’ho sonno.
In verità vorrei avere semplicemente più tempo per dedicarmi ad altre sboiazzate cosplaystiche e ogni tanto recuperare con un giorno di 48 ore tutto quel che non ho potuto fare nel resto dell’anno (un grazie a Stefano Mancini, ex collega che saluto un casino, per l’idea). Dov’è che si mette la firma?

Questa foto di Edgeworth dormiente (cioè, di una sua malriuscita cosplayer) fa parte di un mini servizio fotografico scattato a Milano in quel famoso week end di fine maggio. Il primo in cui sia venuta un filo decente, anche se spero che la prossima volta la parrucca se ne resti al suo posto, con qualche quintalata di gel, s’intende. Avrei voluto pubblicare un’altra foto al posto di questa, molto più inguaribilmente nerd (per la cronaca, c’entravano una rapa di Super Mario Bros. 2 e uno Starman di peluche), ma non sapendo se il Phoenix di turno sarebbe stato d’accordo ho evitato.

Lookalikes #1

A sinistra, Teru Mikami. A destra, io in cosplay da Teru Mikami.

Credo di star vantandomi troppo di questa somiglianza per il mio stesso bene. A beneficio di tutti gli astanti, specifico che nella realtà le mie idee divergono in modo insanabile da quelle di Light Yagami 😄


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Achtung spoiler

Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

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Gioco a:
Layton Kyoju Vs. Gyakuten Saiban (3DS), L.A. Noire (PS3)

Leggo:
Il seggio vacante, Le cronache del ghiaccio e del fuoco, Il manga

Guardo:
Recuperi cinefili vari (ultimo visto: Ralph Spaccatutto), L'ispettore Coliandro

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