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Phantasy Star Universe Log #1

 

Ogni tanto il non popolarissimo mondo online di PSU si risveglia dal letargo grazie a sporadici lampi di interesse di Sega e così ci si ritrova con una quest come la Maximum Attack G, che nel limitato periodo di permanenza ai counter attira in modo esclusivo tutta la popolazione del gioco. Lo credo bene, visto quanto inadeguate le missioni standard si rivelano ben presto alla sete mostruosa di punti esperienza e job dei personaggi. Ho dedicato la giornata di oggi, oltre che a concludere Lost Odyssey (ending decente, un po’ poco pregnante, per un gioco narrativamente piuttosto spoglio, ma tutto sommato discreto), a più sessioni consecutive della MAG prima che il 6 giugno venga permanentemente rimossa dai server e non rimanga quindi che aspettare l’anno prossimo per salire di livello così velocemente e soprattutto, cosa in teoria essenziale per un videogioco pure hack ‘n’ slash, con abbastanza spasso, tolto l’occasionale colpo di sonno che non so se dipenda da fattori soggettivi, ovvero dall’aver ormai passato l’epoca in cui mi sembrava naturale e soprattutto avevo il tempo per abbattere ripetutamente gli stessi mostri imparando i pattern di apparizione stanza per stanza, oppure da un’intrinseca incapacità del gioco in oggetto di tenere sveglia e costantemente alta l’attenzione. Dal livello 47 sono arrivata comunque al 54, che fa sette livelli sette in appena quattro/cinque partite alla difficoltà subito sotto quella massima, e ne ho accumulati altri due (per un totale di nove, fino al 56) in un’ultima sessione nel dopocena. I 100 milioni di mostri uccisi collettivamente e cumulativamente dagli utenti, primo traguardo settato da Sega, sono stati raggiunti e superati, e così ora alla quest è stato aggiunto un combattimento finale contro un finto Dark Falz (nella foto sopra), in realtà un boss fight riciclato che il datore della missione si premura comunque di comunicarci non corrispondente alla realtà, indi per cui non comprendo le lamentele di alcuni circa la “delusione” rappresentata dal Falzino (che raffinato giuoco di parole: falso/Falz). Sono pur sempre i quattro stage originari di PSO uno di fila all’altro, vorrà dire che il vero ultimo boss sarà per un’altra volta. Purché non si limitino a ritexturizzare pigramente qualche altro mostro già esistente anche per lui: quella sì sarebbe una delusione, vista l’unicità della figura nella mitologia di Phantasy Star. Ho anche acquistato un arco allo scopo di centrar meglio in fronte detto boss, ed ho scambiato le medaglie raccolte durante la quest con un paio di CD musicali con tracce di PSO da riprodurre in sottofondo nella mia stanza.
    E dopo il reportage, sembrami legittimo sfogarmi, avendo trascorso tutto il pomeriggio ad imprecare tra i denti per la sciatteria dei programmatori del Sonic Team: un sistema di targeting assolutamente inesistente come quello di PSU non può sposarsi a mostri che saltellano a destra e a sinistra, si producono in spettacolari quanto improvvisi sprint o in scarti che impediscono a un Force [mago] di portare a termine i suoi incantesimi con successo. O si migliora l’agganciamento del bersaglio, o i mostri devono camminare come se avessero i piedi di piombo perché non sembri un atto di scorrettezza nei confronti di un giocatore che già ha difficoltà a tenere la mira bloccata e che nel frattempo viene talmente bombardato di attacchi di ogni tipo, dalle palle di fuoco agli incantesimi di morte istantanea, che non ha nemmeno il tempo di curarsi o curare gli altri. Immaginate la scena: subite un danno grave, indi per cui decidete di curarvi, diciamo con l’incantesimo di guarigione. Appena finito il tempo di lancio e ripristinati i punti ferita, siete immediatamente colpiti da un’altra bordata, e un’altra ancora, anche se state cercando di restare fuori dai piedi per poter operare con  più calma: la cosa può andare avanti anche per quattro volte di seguito e persino di più, se si è particolarmente iellati, e suscita agghiaccianti sentimenti di frustrazione.
    I giocatori che si uniscono contestualmente alle istanze già create senza conoscere nessuno di coloro coi quali si ritroveranno sono l’altro motivo scatenante delle mie perplessità, e non perché trovi incomprensibile il voler giocare con degli estranei, ma per via del loro comportamento: sono perlopiù americani, entrano con un laconico “hi” e non spiccicano più una sola parola, ma in compenso vanno avanti macinando mostri con armi improbabili e introvabili per cercare di totalizzare un tempo record e ottenere così la valutazione massima per il massimo dei punti job, fregandosene altamente dei loro compagni di squadra e sloggiando senza una parola di commiato appena conclusa la quest o se notano che i progressi son troppo lenti per i loro gusti. Ditemi, voi ci trovate un senso? Trovate un senso nell’unirsi a un team di sconosciuti, che magari nemmeno parlano la propria lingua, per poi annichilire ogni nemico completamente da soli, togliendo la possibilità di racimolare punti esperienza agli altri e andando avanti come treni senza aiutarli né considerarli? Aprendo un’istanza in solitario si ottiene un risultato simile, magari senza che ci sia qualcuno a sfrondare tipo schiavo i punti ferita nemici, ma almeno col sovrappiù di non rovinare la partita a qualcuno che magari vuol giocare solo per divertimento ed ha lasciato aperti i giochi perché spera di trovare gente con cui trascorrere un’oretta in allegria e spartire il lavoro serenamente; questo nelle utopiche e vane speranze di chi ancora crede che giocare online, in un team, significhi collaborare tutti assieme e sincronizzare i propri compiti affinché ognuno faccia la sua parte e ottenga la sua fetta di ricompensa. Evidentemente sono tuttora viziata dall’atmosfera amichevole che regnava in PSO e che già s’era persa nel secondo gioco online che ho provato, Final Fantasy XI, ma forse agli albori il desiderio di cooperare e di assistersi a vicenda, condividendo quanto imparato fin lì, era sollecitato anche dall’inesperienza collettiva. Svanita quella, resta solo il desiderio di farsi strada anche a discapito del prossimo, evidentemente.

Bentornata, Slan

Ah, nostalgia canaglia. Si compra un gioco come Phantasy Star Universe, nei presupposti migliore assai del vecchio Phantasy Star Online, ma in realtà ormai spogliato del suo carisma inimitabile, e ci si ritrova ad addobbarlo in modo che ci ricordi il più possibile il nostro vecchio compagno di serate. Appena ho sentito la vecchia musica delle lobby durante il briefing della Maximum Attack G la mia mente è corsa indietro fino a che le nottate in cui muovevo la stellina nella schermata di collegamento ai server non mi sono sembrate cosa di qualche giorno fa al massimo.

 

Ovviamente, col tempo Slan ha guadagnato un bel po’ di poligoni. Il nome è tornato come l’avevo sempre inteso, visto che su PSO c’era un limite di 14 caratteri che mi costrinse a scegliere “Slan Redrobe”. Anche il viso è più somigliante a come l’avrei voluto, grazie alla possibilità di modellare i tratti somatici del personaggio.

 

Avevo immaginato l’alloggio di Slan già quando era una Hunter sulla Pioneer 2, e finalmente eccolo qui.

 

Sigh…

 

Cheeeeeese! Altra caratteristica inesistente in PSO: le espressioni facciali.

Tutto questo, in realtà, è servito solo a ricordarmi che la particolare atmosfera che circonda un gioco la prima volta che ci si avventura al suo interno, specie quando si tratta di un titolo online, può solo essere rievocata, mai ricreata. Essa svanisce non appena l’esperienza ci ha dato tutto quel che noi inconsciamente le chiedevamo e a quel punto entra irrevocabilmente a far parte dei nostri ricordi: sperare di ritrovarla intatta e di trasferirla in un nuovo periodo della nostra vita è un’illusione pura e semplice. Alimenta solo il senso di nostalgia, ma non è detto che questo sia un male, anzi.

Infatti, a PSU continuerò a giocare, e credo proprio che l’abito da FOmarl lo terrò su ancora per un po’. Una cosa però devo dirla: i modelli poligonali saranno pure più definiti adesso, ma Jean Carlo Montague e gli altri vecchi PnG erano cento volte meglio in PSO. E manca pure Bernie, maledetti!

[Foto courtesy of FuocoDiSogno]


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Achtung spoiler

Sono stata avvertita dal Comitato Contro lo Spoiler Selvaggio che, se non avessi inserito questo avviso, dei ninja in tutù avrebbero visitato la mia cameretta per squartarmi con una lama da polso alla Altaïr. Ricordate dunque che, se temete spoiler, dovete stare molto attenti a leggere in depth o riflessioni personali sui miei giochi preferiti, in quanto qua e là rivelo cose importanti sulla loro storia. Se non avete giocato i titoli in questione, be very careful.

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Gioco a:
Layton Kyoju Vs. Gyakuten Saiban (3DS), L.A. Noire (PS3)

Leggo:
Il seggio vacante, Le cronache del ghiaccio e del fuoco, Il manga

Guardo:
Recuperi cinefili vari (ultimo visto: Ralph Spaccatutto), L'ispettore Coliandro

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